Stavolta lo Stato sembra fare sul serio. I blindati “Puma” dell’esercito davanti alla Stazione Termini danno visibilità e sostanza al nuovo atteggiamento dei responsabili dell’ordine pubblico di fronte al disastro capitolino. Non inseguiranno gli spacciatori e i ladruncoli ma certamente sono una dimostrazione di forza. Ce ne saranno anche nell’area del Colosseo, teatro nei giorni scorsi di una sorta di rastrellamento da parte dei parà del battaglione Tuscania. Ancora, per completare il quadro, uomini dello stesso reparto hanno stretto nuovamente d’assedio il quartiere dello spaccio, al Quarticciolo, arrestando spacciatori e sequestrando droga in quantità. E’ il nuovo corso della gestione dell’ordine pubblico capitolino? I vertici assicurano che non si tratta di azioni estemporanee ma piuttosto di una strategia mirante a mettere in soggezioni bande giovanili, maranze varie, sbandati di ogni genere. Possiamo essere soddisfatti? Solo parzialmente, molto parzialmente. Non si sradica un fenomeno che ha reso Roma pericolosa e degradata con una azione di forza ogni tanto.
Ci sono in giro decine di migliaia di persone che non dovrebbero essere in libertà e che per vivere delinquono, rubano, feriscono, violentano, uccidono. Molti sono sbandati, dovrebbero essere in galera o espulsi. Se non lo sono è colpa di un sistema che non funziona. Perché la gente non abbia più paura bisogna fare piazza pulita e presidiare in modo visibile e costante la città. Si può fare? Sembra che ci sia una certa resistenza ad incidere in profondità. E non è solo questione di risorse. Roma è confusa e degradata per tanti motivi. E vivere male toglie serenità, lucidità, allegria. Non è una rivoluzione che si possa fare in pochi giorni, ma il rispetto delle regole dovrebbe essere garantito sempre e per tutti. Ciò che nella capitale non accade, visto che per alcuni versi regna l’anarchia più totale. Segnali di reattività a sprazzi, come quando ci si imbatte in due-tre pattuglie di polizia locale impegnati in controlli e verifiche in una area circoscritta trascurando il caos a poche decine di metri di distanza si ha la misura di quanto sia grave la situazione. Idem quando si attraversano larghe fette di città con macchine in seconda fila e disordini di ogni tipo senza incrociare una divisa. Se servono risorse nuove si trovino, la sopravvivenza di una città dove peraltro gli alberghi di lusso sorgono come funghi è più importante di qualche misero investimento in iniziative culturali modeste e velleitarie.
Cornelius