Un cambio di tattica e di passo. Il governatore Francesco Rocca approda nel salotto di Bruno Vespa per lanciare i suoi segnali e rendere pubblici alla grande platea televisiva i suoi impegni. Non è un passaggio da poco. Un conto sono le rapide conferenze stampa, un conto è il piccolo schermo in uno spazio dedicato alla politica. Una esperienza che suoi predecessori hanno provato, in passato, quando hanno avuto bisogno di una sponda importante. Rocca oggi ha in piedi la grana della Giunta da risolvere, deve far passare messaggi conciliatori a Fdi e Forza Italia, ma deve anche recuperare con il grosso pubblico degli utenti attraverso un canale informativo certificato e certo non ostile. La sanità è un problema cruciale da risolvere, e bisogna avere il pubblico dalla propria parte. Così Rocca carica a testa bassa sulle liste d’attesa di fronte a un Bruno Vespa compiacente. E promette, promette, spiega e promette.

Un’accelerazione a partire da gennaio 2025 sull’abbattimento delle liste d’attesa. “Nessuno ha la bacchetta magica, ma noi abbiamo monitorato col sistema informatico e abbiamo scoperto che avevamo quest’anno 400 mila cittadini con la loro prestazione non rispettata nei tempi previsti”, ha spiegato il governatore. E ha ricordato che la Regione ha stanziato 17 milioni di euro proprio per risolvere questo problema.  “Abbiamo varato un piano assunzionale di cui vado fiero – ha detto ancora –  14 mila unità, oltre il 20 per cento, rispetto all’organico di partenza. Le assunzioni sono già iniziate: abbiamo, ad esempio, appena concluso un concorso per infermieri, ce ne sono oltre 2000, che stanno prendendo servizio nelle Asl secondo i fabbisogni. Tra pochi giorni si aprirà la graduatoria perché è terminato il concorso per gli operatori sociosanitari. Quindi, le liste di attesa avranno un’accelerazione. Su qualche specialità abbiamo una carenza di medici, ed è vero. Io ho messo mille euro in più al mese per i medici del pronto soccorso”. Tutte cose che aveva detto e ridetto. Ma Vespa regala dignità, autorevolezza, credibilità ai suoi ospiti

Rocca ha lanciato anche altri segnali. In merito allo sciopero dei medici e degli infermieri ha parlato di “gesto molto aggressivo. Se è per voler sottolineare una preoccupazione può anche starci, però aggredire il governo dopo quello che ha fatto è veramente iniquo”. Per il presidente della Regione Lazio,  il governo Meloni “è quello che ha stanziato più risorse per la sanità negli ultimi 15 anni. Servono più risorse ma non si può negare che il governo Meloni abbia messo più risorse” di quelli precedenti. Mi dispiace che sia il secondo sciopero in due anni, cioè da quando c’è Meloni, che però ha messo più risorse degli altri governi: dai 128 miliardi nel 2022 ai 134 attuali, sono 6 miliardi in più.  Il governo Draghi aveva messo 2 miliardi l’anno. I miracoli questo governo non li può fare ma ha dato segnali con il decreto liste d’attesa, col superamento dei tetti assunzionali, con la procedibilità d’ufficio a chi tocca i medici. Non è solo un tema di risorse ma anche di qualità del lavoro dei medici, e su questo sono al loro fianco. La battaglia che dobbiamo fare assieme ai medici è riportare al ministero della Salute la contrattazione”. Sarà stato abbastanza convincente?