Si è svolta oggi a Roma una grande manifestazione promossa dal Movimento 5 Stelle contro il piano europeo di riarmo, recentemente approvato anche dal governo italiano. Dal palco, il leader M5S Giuseppe Conte ha dichiarato la fine della “luna di miele farlocca” del governo Meloni, accusandolo di menzogne e scelte politiche irresponsabili.

Al centro della protesta, il netto rifiuto al riarmo europeo e la richiesta di investimenti su sanità, scuola e lavoro. “Oggi parte una grande onda di pace che deve attraversare il Paese”, ha detto Conte, ringraziando anche coloro che hanno partecipato pur non condividendo tutte le posizioni del movimento: “Accogliamo tutti con rispetto”.

Accanto al M5S, anche una delegazione del Partito Democratico, con la presenza del capogruppo al Senato Francesco Boccia e altri parlamentari tra cui Susanna Camusso e Sandro Ruotolo. Boccia ha sottolineato le divergenze con il M5S, soprattutto sul supporto militare all’Ucraina, ma ha anche evidenziato i punti in comune: la contrarietà alla corsa agli armamenti e la necessità di rafforzare la via diplomatica europea. “Siamo qui perché qui c’è un pezzo di opposizione al governo di Meloni e Salvini, un governo isolato in Europa”, ha detto Boccia, ribadendo la volontà condivisa di “mandare a casa la destra”.

Durante il corteo, striscioni e cartelli ironici e critici hanno preso di mira il governo: “Mettete Meloni nei vostri cannoni” e “Meloni e Crosetto toglietevi l’elmetto” sono stati tra gli slogan più ripetuti. I manifestanti hanno evidenziato il contrasto tra i fondi destinati agli armamenti e quelli ritenuti insufficienti per i servizi pubblici e le emergenze ambientali.

Conte ha definito “una follia” l’approvazione del piano europeo da 800 miliardi per il riarmo, accusando Giorgia Meloni di averlo votato senza alcun mandato popolare. “È un fallimento del suo governo che rimarrà nella storia”, ha affermato l’ex premier.

La manifestazione ha dunque rappresentato un momento di forte mobilitazione contro le politiche di difesa europee e un tentativo delle opposizioni di costruire un fronte comune contro il governo.