Il ritorno in piazza dei movimenti antagonisti a Roma, in occasione della manifestazione “No Kings” contro le guerre, si è intrecciato con un acceso scontro politico sulla nuova misura del governo relativa al cosiddetto “fermo preventivo”. A innescare le polemiche è stato un episodio che ha coinvolto l’eurodeputata Ilaria Salis, fermata per un controllo in albergo poche ore prima dell’inizio del corteo.
Secondo quanto ricostruito, gli agenti di polizia si sono presentati per un accertamento legato a una segnalazione internazionale, presumibilmente proveniente dalla Germania. Le autorità hanno chiarito che si è trattato di una semplice identificazione: una volta accertata l’identità della parlamentare, ogni verifica è stata immediatamente interrotta, senza perquisizioni né accesso alla stanza. La Questura ha inoltre escluso qualsiasi collegamento tra il controllo e la manifestazione o con le recenti norme sull’ordine pubblico, definendolo un “atto dovuto” nell’ambito degli obblighi internazionali.
Le spiegazioni non hanno però placato le reazioni politiche. I leader di Alleanza Verdi e Sinistra hanno denunciato una possibile violazione delle garanzie costituzionali, evocando il rischio di derive autoritarie. Il deputato Nicola Fratoianni ha chiesto un intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, mentre altre forze di opposizione hanno sollecitato chiarimenti sull’eventuale coinvolgimento della magistratura e sulla natura della segnalazione internazionale.
Dal fronte governativo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha respinto le accuse, invitando a evitare “polemiche infondate”. Le forze dell’ordine hanno ribadito che l’episodio non rientra nell’applicazione del nuovo “fermo preventivo”, misura introdotta di recente che consente, in contesti di manifestazioni, il trattenimento temporaneo di soggetti ritenuti sospetti fino a dodici ore.
Nel frattempo, la manifestazione “No Kings” si è svolta senza particolari criticità. Migliaia di persone hanno attraversato il centro della capitale in un corteo autorizzato, tra bandiere della pace e slogan contro i conflitti globali. Gli organizzatori hanno parlato di una partecipazione di circa 300 mila persone. Tra simboli e striscioni, alcuni dal tono provocatorio, la protesta ha mantenuto un carattere prevalentemente pacifico, pur con momenti di tensione simbolica legati a messaggi politici radicali.
L’episodio di Salis resta però al centro del dibattito politico, alimentando interrogativi sul bilanciamento tra sicurezza, cooperazione internazionale e tutela dei diritti fondamentali nel contesto delle nuove misure sull’ordine pubblico.










