
Una cena a casa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni con i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani viene descritta da fonti di governo come un incontro di routine. Tuttavia, il vertice arriva al termine di una delle settimane più difficili per l’esecutivo, segnata dalla sconfitta al referendum e da una serie di criticità economiche e politiche.
Sul tavolo si accumulano questioni urgenti: l’aumento del prezzo dei carburanti, con il gasolio che sfiora i 2,7 euro al litro, le tensioni internazionali legate al conflitto in Medio Oriente e il malcontento degli industriali per i tagli al piano Transizione 5.0. A ciò si aggiunge la pressione delle opposizioni, che chiedono alla premier di riferire in Parlamento sulle strategie del governo.
In questo contesto, la scelta del nuovo ministro del Turismo rappresenta solo uno dei nodi da sciogliere. Dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, Meloni ha assunto temporaneamente l’interim, mentre tra i possibili successori emerge il nome di Alessandra Priante. La nomina dovrebbe avvenire a breve, con il successivo passaggio al Quirinale.
A rendere ancora più delicata la situazione è intervenuto anche il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha sottolineato le responsabilità della comunità nazionale e internazionale in un contesto globale segnato da conflitti e instabilità. Un messaggio che, secondo fonti interne, non è passato inosservato a Palazzo Chigi.
Nel frattempo, all’interno del governo non mancano tensioni, come quelle tra il ministro Adolfo Urso e il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti sugli incentivi alle imprese. Tra le misure allo studio figura anche la possibile proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza ad aprile, anche se una decisione definitiva non è ancora stata presa.
Altri dossier sensibili riguardano le nomine ai vertici delle partecipate e della Consob, con possibili cambiamenti significativi, in particolare nel gruppo Leonardo. Parallelamente, le opposizioni – dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, fino ad altre forze di minoranza – insistono per un chiarimento politico complessivo, anche alla luce delle recenti dimissioni di esponenti di governo.
Sul piano politico, cresce il dibattito sul futuro dell’esecutivo. Matteo Renzi evoca l’ipotesi di elezioni anticipate, mentre all’interno della maggioranza il tema viene affrontato con cautela. Se da un lato si punta a recuperare consenso dopo il referendum, dall’altro la prospettiva di un voto anticipato rischia di entrare in contrasto con la linea finora sostenuta sulla stabilità.
In questo scenario complesso, la settimana che si apre si preannuncia decisiva per verificare la tenuta del governo e la sua capacità di rispondere alle sfide economiche e politiche in corso.









