Russia Unita, il partito che sostiene il presidente Vladimir Putin, si avvia a confermarsi prima forza politica nelle elezioni per il rinnovo della Duma. Un primo exit poll diffuso dalla televisione di Stato ha attribuito al partito il 49,4% dei voti, mentre i risultati parziali dello scrutinio indicavano percentuali più elevate. Il Partito comunista si è attestato a distanza. L’affluenza, secondo la Commissione elettorale centrale, ha sfiorato il 57%.

La Duma è composta da 450 deputati, metà eletti con sistema proporzionale e metà in collegi uninominali. Nel 2021 Russia Unita aveva conquistato 324 seggi, mantenendo un’ampia maggioranza parlamentare.

L’ultima giornata di voto si è svolta in un clima di forte tensione a causa di un massiccio attacco ucraino con droni contro diverse aree della Russia e, in particolare, la regione di Mosca. Secondo le autorità russe, gli attacchi hanno causato vittime e danni, colpendo anche infrastrutture energetiche. Mosca ha sostenuto che l’offensiva avesse l’obiettivo di disturbare le operazioni elettorali, mentre Kiev non ha commentato direttamente tutte le accuse russe relative ai singoli obiettivi colpiti.

Il ministero della Difesa russo ha annunciato una risposta militare e l’intenzione di intensificare gli attacchi contro obiettivi in Ucraina. Nelle stesse ore, le autorità ucraine hanno riferito di nuove vittime civili provocate da raid russi nella regione di Kiev, dove sono morti anche alcuni bambini.

Sul fronte diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver parlato con Donald Trump e di aver concordato con il presidente statunitense un incontro a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Zelensky ha parlato di un momento diplomatico favorevole e della possibilità di discutere iniziative per la de-escalation e questioni legate alla sicurezza.

Le elezioni russe si sono svolte inoltre in un contesto politico fortemente controllato. Diversi candidati apertamente contrari alla guerra sono stati esclusi dalla competizione e le possibilità di esprimere dissenso pubblico restano limitate. A Mosca e in altre città alcuni elettori hanno comunque aderito a iniziative simboliche di protesta, presentandosi contemporaneamente ai seggi.

Il voto conferma quindi, almeno sulla base dei primi dati, il predominio di Russia Unita nel Parlamento russo, mentre la guerra con l’Ucraina continua a pesare sia sul fronte interno sia sui rapporti internazionali. L’attenzione si sposta ora sui risultati definitivi e sull’incontro tra Trump e Zelensky previsto a New York.