A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, la scuola italiana si prepara a ripartire tra criticità vecchie e nuove. A tracciare il quadro è Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che denuncia problemi ormai strutturali e, in alcuni casi, ulteriormente aggravati.

Tra le emergenze più immediate c’è quella delle temperature elevate nelle aule. In diverse zone del Paese il caldo continua a superare i 30 gradi e molti edifici scolastici non dispongono di adeguati sistemi di climatizzazione. A questo si aggiungono, secondo la Gilda, numerose segnalazioni relative alle condizioni dell’edilizia scolastica.

Resta poi centrale il nodo del precariato, soprattutto nel settore del sostegno. In questi giorni proseguono infatti le nomine dei docenti, prima a tempo indeterminato e poi con incarichi a termine. Castellana critica un sistema di reclutamento giudicato ancora troppo complesso, caratterizzato da concorsi sovrapposti, graduatorie e procedure che rischiano di generare contenziosi.

Secondo il sindacato, per superare questa situazione sarebbe necessario introdurre una fase transitoria con un doppio canale di reclutamento, anziché continuare a moltiplicare concorsi e procedure.

Altro problema denunciato è quello della burocrazia, che continua a pesare sul lavoro degli insegnanti. Alla vigilia dell’inizio delle lezioni, i docenti sono chiamati a compilare programmi, griglie di valutazione e numerosi altri documenti amministrativi, spesso percepiti come lontani dall’attività didattica vera e propria.

La Gilda torna inoltre sulla questione degli stipendi, ritenuti ancora troppo bassi rispetto ad altri comparti del pubblico impiego. Nonostante i recenti rinnovi contrattuali, secondo Castellana gli insegnanti italiani continuerebbero a percepire retribuzioni inferiori, a parità di titolo di studio, rispetto ad altri dipendenti pubblici.

Preoccupazioni arrivano infine anche per il personale Ata. In particolare, la riduzione dei collaboratori scolastici rischierebbe di creare difficoltà nella gestione quotidiana degli istituti e, nei casi più critici, di mettere in discussione l’apertura dei plessi di dimensioni minori.

Il nuovo anno scolastico si apre dunque, secondo la Gilda, con la necessità di affrontare in modo strutturale problemi che da tempo pesano sul funzionamento della scuola italiana.