Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi raid in Yemen contro gli Houthi per il secondo giorno consecutivo, mirando a indebolire le capacità militari del gruppo sciita. Questi attacchi sono stati di portata ridotta rispetto a quelli precedenti, ma gli Houthi hanno risposto con disprezzo, dichiarando di continuare a minacciare il traffico delle navi occidentali.

Il cacciatorpediniere Uss Carney, nell’operazione condotta dalla Marina americana, ha colpito un sito radar yemenita, associando l’azione a quella del giorno precedente per ridurre la capacità degli Houthi di attaccare navi mercantili. I media ufficiali degli Houthi hanno riportato un raid su una base aerea a Sanaa, controllata dal gruppo. Fonti yemenite hanno confermato un ulteriore raid su un sito di lancio missili a Hodeida.

Gli attacchi sono stati giustificati dagli Stati Uniti e dal Regno Unito come azioni difensive in risposta agli attacchi degli Houthi contro mercantili nel Mar Rosso. Tuttavia, la risposta degli Houthi non promette una de-escalation, minacciando una “risposta forte ed efficace” e mantenendo la minaccia di missili e droni contro navi dei Paesi che considerano “alleati di Israele.”

La situazione ha ulteriormente complicato le tensioni nella regione, coinvolgendo Turchia e Arabia Saudita che chiedono moderazione. Al Consiglio di sicurezza dell’Onu, le potenze sono divise tra sostenitori e oppositori di Israele nella guerra a Gaza.

Gli attacchi hanno sollevato preoccupazioni sull’espansione del conflitto, mentre Stati Uniti e Regno Unito difendono le azioni come “necessarie” e “proporzionate,” la Russia le accusa di “palese aggressione.” L’Iran ha condannato gli attacchi, ma non ha mostrato un coinvolgimento diretto nel conflitto, nonostante l’interesse a destabilizzare gli occidentali nella regione.

L’Europa sta considerando misure per difendere la rotta strategica nel Mar Rosso, impattata dagli attacchi degli Houthi, mentre i prezzi del petrolio sono saliti e il commercio globale ha subito ritardi. La questione sarà al centro del prossimo consiglio Esteri dell’UE, dove si discuterà di rafforzare la missione Atalanta nell’area, originariamente creata per contrastare la pirateria.