Gli Stati Uniti puntano a rafforzare la propria leadership nello spazio con la nascita della US Space Academy, una nuova istituzione federale destinata alla formazione delle future generazioni di astronauti, scienziati, ingegneri, operatori e personale specializzato nel settore spaziale.
Il presidente Donald Trump ha firmato il 28 agosto un ordine esecutivo che avvia il percorso per la creazione dell’Accademia. L’obiettivo è mettere insieme formazione tecnica, capacità di comando, disciplina e servizio pubblico, in un momento in cui lo spazio viene considerato sempre più strategico per la sicurezza nazionale, l’economia, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Una commissione presidenziale dovrà presentare entro 120 giorni le proposte definitive, compresa quella relativa alla futura sede.
«Una nazione non può essere la prima sulla Terra se arriva seconda nello spazio», ha sottolineato Trump durante la cerimonia al Johnson Space Center della Nasa, a Houston, spiegando che la nuova struttura dovrà contribuire a preparare il personale necessario alla crescita della Space Force, della Nasa e dell’industria spaziale americana.
Parallelamente, Washington accelera anche sul fronte della propulsione nucleare nello spazio. La Nasa sta infatti lavorando a Space Reactor-1 Freedom, indicata dall’agenzia come la prima navicella interplanetaria alimentata da un reattore a fissione per la propulsione. Il lancio è programmato per il 2028, con destinazione Marte e arrivo previsto nel 2029.
Nel corso della giornata Trump ha inoltre consegnato la Congressional Space Medal of Honor ai quattro componenti della missione Artemis II: Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, protagonisti della missione intorno alla Luna conclusa nell’aprile scorso.
Alla cerimonia di Houston era presente anche Luca Parmitano. L’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea è stato scelto come pilota della missione Artemis III, insieme al comandante Randy Bresnik e agli astronauti Frank Rubio e Andre Douglas. La missione avrà il compito di sperimentare in orbita terrestre operazioni e tecnologie necessarie alle successive missioni lunari.
Con la nuova Space Academy e gli investimenti nei sistemi di propulsione di nuova generazione, l’amministrazione Trump punta dunque a consolidare la supremazia americana nello spazio, considerato sempre più un settore decisivo non soltanto per l’esplorazione scientifica, ma anche per la sicurezza e la competizione tecnologica internazionale.










