L’intelligenza artificiale, i suoi rischi e le opportunità per l’Europa saranno tra i temi centrali del nuovo discorso sullo Stato dell’Unione della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiamata a delineare davanti al Parlamento europeo le priorità di Bruxelles per i prossimi mesi.

Sul fronte dell’IA, l’obiettivo della Commissione è trovare un equilibrio tra innovazione e tutela dei cittadini, evitando allarmismi ma intervenendo sui possibili effetti negativi delle nuove tecnologie, dalla cybersecurity all’occupazione.

L’Unione europea si è già dotata dell’AI Act, il primo quadro normativo organico al mondo dedicato all’intelligenza artificiale. Il regolamento è entrato in vigore nell’agosto 2024 e la sua applicazione è stata articolata attraverso diverse scadenze e periodi transitori. La rapidità con cui la tecnologia continua a evolversi pone tuttavia Bruxelles davanti alla necessità di aggiornare costantemente la propria strategia.

Il discorso di von der Leyen arriva inoltre in una fase politica complessa per le istituzioni europee. La maggioranza che sostiene la Commissione è attraversata dalle divergenze tra Popolari e Socialisti, mentre nel Parlamento europeo cresce il peso delle forze di destra. I vertici comunitari continuano a puntare su una collaborazione tra Ppe, Socialisti, Liberali e Verdi, con possibili convergenze con le componenti dei Conservatori favorevoli all’integrazione europea, al sostegno all’Ucraina e allo Stato di diritto.

Tra i dossier più delicati resta quello dell’immigrazione, sul quale continuano a emergere differenze tra le principali famiglie politiche europee. La Commissione punta a fornire agli Stati membri maggiori strumenti per affrontare rapidamente le situazioni di emergenza e contrastare la possibile strumentalizzazione dei flussi migratori.

Ma l’agenda dello Stato dell’Unione sarà molto più ampia. Von der Leyen dovrebbe affrontare anche competitività, diversificazione energetica, tutela dei minori sui social network, rapporti con la Cina, difesa comune, politiche climatiche e sostegno all’Ucraina.

Il filo conduttore sarà la necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di affrontare insieme le trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche, cercando allo stesso tempo di ricompattare una maggioranza europeista sempre più sottoposta a tensioni interne.

A fare da sfondo c’è anche il ciclo elettorale del 2027, quando diversi Paesi europei saranno chiamati alle urne. Una prospettiva che rende ancora più centrale, per Bruxelles, la ricerca di un equilibrio politico in grado di sostenere le prossime scelte strategiche dell’Unione.