Via libera del Senato alla riforma della legge elettorale. Palazzo Madama ha approvato il provvedimento con 113 voti favorevoli, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, modificato rispetto a quello licenziato dalla Camera, dovrà ora tornare a Montecitorio per l’ultimo passaggio parlamentare.

La nuova legge, definita “Stabilicum” dalla maggioranza e “Melonellum” dalle opposizioni, introduce un sistema proporzionale con un premio di maggioranza per la coalizione che raggiunge almeno il 42% dei voti. Il testo prevede inoltre il ritorno delle preferenze, affiancate dalla presenza di capilista bloccati.

Soddisfazione nel centrodestra. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un “grande passo avanti”, mentre la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati si è detta ottimista sull’approvazione definitiva alla Camera. Resta tuttavia da definire la strategia che sarà adottata a Montecitorio, compresa l’eventuale possibilità di ricorrere alla questione di fiducia.

Il dibattito a Palazzo Madama è stato accompagnato da forti tensioni politiche. Al termine delle dichiarazioni di voto, i senatori delle opposizioni hanno esposto cartelli con la scritta “No alla legge truffa”.

Dure le critiche arrivate dai partiti di opposizione. Matteo Renzi ha sostenuto che la riforma sia stata costruita dalla maggioranza per timore di perdere le prossime elezioni. Il capogruppo del Pd Francesco Boccia ha contestato in particolare il premio previsto al raggiungimento del 42%, mentre Carlo Calenda ha criticato il mantenimento di una logica fortemente bipolare.

La maggioranza ha invece difeso il provvedimento. La Lega ha sottolineato che il nuovo sistema renderebbe più chiara agli elettori la proposta politica delle coalizioni prima del voto, mentre Forza Italia ha definito la riforma un punto di equilibrio compatibile con il quadro costituzionale. L’Udc ha espresso soddisfazione soprattutto per il ritorno delle preferenze.

Uno dei temi più discussi nelle ultime settimane è stato proprio quello della possibilità per gli elettori di esprimere preferenze sui candidati. Fratelli d’Italia ha auspicato che la Camera confermi le modifiche approvate dal Senato.

Il testo è atteso nuovamente a Montecitorio, dove potranno essere esaminate soltanto le parti modificate durante il passaggio a Palazzo Madama. Un’ulteriore modifica comporterebbe infatti un nuovo ritorno del provvedimento al Senato.

La riforma entra così nella fase conclusiva del suo iter parlamentare, mentre resta acceso il confronto tra maggioranza e opposizioni sugli effetti che il nuovo sistema elettorale potrebbe avere sulla rappresentanza e sulla formazione delle future maggioranze parlamentari.