Di Cornelius

Il sindaco Gualtieri riesce sempre a stupire. La sua versione social ha fatto il giro del mondo, il suo vezzo di girare sempre circondato da fotografi e telecamere lo ha portato ad essere ovunque. Tranne che nella stanza dei bottoni a comandare, a strigliare i suoi assessori. Ma ci si chiede sempre, è lui o il Pd a dettare le mosse? Adesso è il candidato prescelto per le prossime elezioni, e lo sforzo per tenere a distanza il centro destra sarà massiccio. Una campagna alla grande, alla americana, partita con largo anticipo, segnali di tutti i tipi alla massa degli elettori. Basteranno? Non tutti hanno colto – non se ne è parlato abbastanza – della novità presentata nei giorni scorsi alla convention del Brancaccio. Sullo schermo alle spalle di Gualtieri (tra una canzone di Achille Lauro e una di Niccolò Fabi) è comparso un QrCode con un invito a donare, da uno a 250 euro. Sorpresa, a fianco del sindaco c’è un personaggio nuovo, Frank l’americano. Farà la differenza? Patrick Frank è passato da Barack Obama a Bernie Sanders, ha seguito anche Lula, presidente del Brasile, amico di Roberto Gualtieri. La sua strategia? Da qui a un anno, la piattaforma di Frank comunicherà con l’app creata dalla squadra di Gualtieri: lo scopo è “raggiungere il maggior numero di persone possibile”. E poi ci saranno i volantinaggi, le chiamate “alle armi” per partecipare agli eventi e mettere a disposizione qualche ora del proprio tempo. Come nelle campagne elettorali a stelle e strisce, sarà il coinvolgimento a fare la parte del leone. Questione di punti di vista, naturalmente. Siamo a Roma e non nell’Illinois o in California, i romani sono fatti di un’altra pasta. Già vessati sul piano fiscale, già pressati su tutti i fronti dai diktat del Comune, avranno voglia di finanziare davvero Gualtieri? Che benefici ne trarranno? A Roma servono fatti e non parole, la gente ha già dato abbastanza in questi anni. E torniamo ad un interrogativo sollevato in queste righe e anche in altre occasioni. Chi comanda veramente a Roma, chi dà la linea, chi si inventa questa linea di condotta? Altri sindaci fanno il loro lavoro nel silenzio del loro ufficio e mescolati tra la gente. Non li vede nessuno. E si vedono (se e quando ci sono) i risultati. Niente a che vedere con la politica spettacolo. Gualtieri ammicca ma non produce, la città se ne va (male) per conto suo. Siamo sicuri che ci sarà la fila per usare la app creata dalla squadra di Frank l’americano? Ve lo vedete l’aspirante sindaco girare sorridente tra la folla con le bandierine esibendo con la mano alzata la V di vittoria? Scene da film, lasciamo ai lettori immaginare i commenti. Ricordate quando il sindaco Marino per cercare la simpatia dei romani girava in bicicletta scortato da due vigili in bicicletta? Non c’è stato grande entusiasmo, ma c’è stata tanta feroce ironia. Oggi Gualtieri è simpatico a molti, è un sindaco de noantri. Ma Roberto l’amerikano…?