di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- La Tuscia si scopre più insicura. L’ultimo Indice della criminalità 2025 pubblicato dal Sole 24 Ore mostra un incremento dei reati denunciati nella provincia di Viterbo, che passa dal 68° al 61° posto nella graduatoria nazionale. Nel 2024 sono state registrate 9.394 denunce, 172 in più rispetto all’anno precedente: in media 3.055 reati ogni 100mila abitanti.

L’aumento è dovuto soprattutto ai furti, che restano il reato più diffuso con 2.954 episodi (+221), seguiti dai danneggiamenti (1.217 casi, +150). In controtendenza le truffe e frodi informatiche, che pur restando numerose (1.404 denunce), calano di 142 unità rispetto al 2023.

A destare particolare attenzione è il dato sui reati legati agli stupefacenti: Viterbo si piazza terza in Italia per produzione e traffico di droga e quattordicesima per reati connessi agli stupefacenti. Allarmanti anche i tentati omicidi (settimo posto nazionale) e gli incendi dolosi (nono posto).

Tra le principali tipologie di reato denunciate nel 2024 figurano:

Furti in abitazione: 287 denunce ogni 100mila abitanti

Lesioni dolose: 108,3

Truffe e frodi informatiche: 456,7

Danneggiamenti: 395,9

Spaccio di droga: 48,5

Nel Lazio, Roma si conferma una delle aree più problematiche del Paese, con 270mila reati denunciati (6.401 ogni 100mila abitanti), dietro solo a Milano e Firenze. Seguono Latina (33° posto), Viterbo (61°), Rieti (68°) e Frosinone, che chiude al 95° posto.

Il quadro complessivo descrive una provincia in chiaroscuro: la criminalità cresce in modo costante, spinta dai reati contro il patrimonio, ma si notano anche piccoli segnali positivi come la riduzione delle truffe online. Resta, tuttavia, la percezione di un territorio che ha bisogno di più sicurezza e maggiore prevenzione.