di WANDA CHERUBINI-
La nuova edizione dell’indagine del Sole 24 Ore sulla Qualità della vita consegna a Viterbo un risultato in chiaroscuro: la provincia perde cinque posizioni e scende al 71° posto a livello nazionale. Un arretramento che conferma le difficoltà di un territorio che, pur mostrando segnali di crescita economica, non riesce a superare nodi strutturali ormai cronici.
Tra i dati più significativi emerge il miglioramento nel comparto “Affari e lavoro”, dove la Tuscia compie un balzo di 21 posti. La crescita delle start-up innovative e l’alta densità di imprese certificano la vitalità del tessuto produttivo locale. Tuttavia, la capacità di generare benessere resta limitata: nel capitolo “Ricchezza e consumi” Viterbo arretra e si colloca tra le ultime province per retribuzione media. Il divario fra dinamismo imprenditoriale e redditi reali rimane quindi evidente.
Sul fronte della sicurezza, la provincia ottiene il suo miglior piazzamento (46ª) grazie alla rapidità dei procedimenti civili, tra le più veloci d’Italia. Ma la presenza di reati legati agli stupefacenti pesa negativamente, contribuendo a una percezione di insicurezza diffusa.
Preoccupa la situazione demografica: se Viterbo registra un miglioramento complessivo, resta comunque tra le province con la natalità più bassa in Italia. L’invecchiamento della popolazione, insieme a un indice di dipendenza elevato, rischia di mettere in difficoltà il sistema dei servizi sociali nei prossimi anni.
La categoria “Ambiente e servizi” mostra un ulteriore peggioramento. Nonostante le buone performance nelle energie rinnovabili, il territorio paga la scarsa funzionalità dei trasporti e una qualità della vita giovanile molto al di sotto della media nazionale.
Sul piano culturale Viterbo resta indietro. La bassa partecipazione a eventi e la debolezza dell’offerta sportiva collocano la provincia nella parte bassa della classifica. La buona presenza di ristoranti e librerie suggerisce un potenziale ancora poco sfruttato.










