I colloqui “produttivi ma difficili” tra delegazioni ucraine e statunitensi non hanno sciolto i principali nodi del negoziato di pace. Territori contesi e garanzie di sicurezza restano i punti più delicati, mentre Volodymyr Zelensky vola nuovamente a Parigi per rafforzare il fronte europeo.

“La Russia non può essere ricompensata”, ha ribadito il presidente ucraino, temendo che le richieste massimaliste di Mosca possano prevalere. Emmanuel Macron, al termine di una giornata di consultazioni con leader europei, NATO e rappresentanti statunitensi, ha confermato la preoccupazione: “Mosca non dà segnali di volersi fermare”.

Intanto sul terreno la Russia avanza. Il Cremlino ha annunciato la conquista di Pokrovsk, nodo strategico nel Donbass, dopo una lunga e sanguinosa battaglia. Secondo l’Istituto per lo studio della guerra, novembre è stato il mese di maggiore avanzata russa nell’ultimo anno.

Dai colloqui in Florida, il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov ha parlato di progressi, pur riconoscendo la necessità di ulteriori approfondimenti. Più prudente la posizione americana, con Marco Rubio che avverte: “c’è ancora molto lavoro da fare”.

Il tema centrale resta la definizione di un confine di fatto con la Russia. Putin continua a pretendere il ritiro ucraino da tutti i territori rivendicati da Mosca, posizione che rende al momento impossibile un compromesso.

Zelensky ha ammesso che “la questione territoriale è la più difficile”, ma ha insistito affinché venga collegata alle garanzie di sicurezza per Kiev – dossier che, secondo il presidente ucraino, va affrontato direttamente con Donald Trump.

La vaghezza americana sulle garanzie di sicurezza preoccupa anche Parigi. Macron ha avvertito che il tema non può essere discusso senza ucraini ed europei, assicurando nel frattempo un rafforzamento delle pressioni economiche su Mosca attraverso nuove sanzioni.

In una fitta rete di contatti, Ursula von der Leyen ha consultato diversi leader europei e il premier britannico. Giorgia Meloni ha ribadito “l’importanza della convergenza tra partner europei e Stati Uniti” per una pace duratura, invitando anche Mosca a un “contributo fattivo”.

Una telefonata dall’Eliseo alla Casa Bianca ha aggiornato Trump sui progressi e sull’importanza delle garanzie di sicurezza per Kiev.

A Mosca regna cautela: il Cremlino parla di impegno per il successo dei negoziati ma rifiuta commenti tramite i media. Intanto continua a sfruttare il vantaggio sul terreno.

Oltre a Pokrovsk, anche Volchansk, nella regione di Kharkiv, sarebbe caduta in mano russa. Durante una visita al comando delle truppe impegnate nel conflitto, Vladimir Putin ha ordinato ai suoi militari di prepararsi a combattere anche in inverno, garantendo il supporto necessario per mantenere la pressione offensiva.