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di Elena Padovan

Il 18 maggio di un secolo fa  in una cittadina della Polonia meridionale, a una quarantina di chilometri da Cracovia,  nasceva Karol Wojtyla. Lui è stato un uomo, un sacerdote, un Papa ed è un Santo.

La sua personalità ha segnato profondamente il Novecento e tuttora continua a segnare il millennio che viviamo.

Giovanni Paolo II è stato il Papa dei giovani e della famiglia. Lui, è stato il primo a viaggiare in tutto il mondo e i suoi viaggi all’estero apostolici sono stati 104.

Lo abbiamo visto vestito di bianco sciare sui monti innevati del Terminillo, della Marmolada e dell’Adamello e il 13 maggio 1981 sopravvivere ad un attentato. Lo abbiamo ascoltato mentre con l’amore di un padre parlava ai ragazzi nelle Giornate Mondiali della Gioventù, da lui istituite. Sempre lui abbiamo ascoltato impietriti quando nel maggio del 1993 con voce imponente e ruvida gridava contro la mafia: “Convertitevi. Un giorno verrà il giudizio di Dio”.

Il suo è stato un pontificato lungo, pieno di amore e anche di sofferenza fisica. Giovanni Paolo II lascia questa terra alle 21.37 del 2 aprile 2005. Il mondo intero si ferma e in tanti arrivano a Roma per dargli l’ultimo saluto. Si tratta di gente comune e capi di Stato. Piazza San Pietro in preghiera alza un solo grido: “Santo subito”.