Il Ministero della Giustizia ha rinnovato il regime di 41 bis nei confronti dell’anarchico Alfredo Cospito, attualmente detenuto nel carcere di Cagliari. Il provvedimento, atteso entro i primi giorni di maggio, è stato notificato al suo legale.

Il 41 bis, noto come regime di carcere duro, è stato confermato alla luce della pericolosità del detenuto e del suo coinvolgimento in attività legate al terrorismo anarchico. Cospito sta scontando una condanna a 23 anni per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano del 2006 e per altre azioni riconducibili alla Federazione anarchica informale.

La difesa potrà impugnare la decisione presentando reclamo al Tribunale di sorveglianza di Roma.

La vicenda giudiziaria di Cospito ha avuto anche un rilievo internazionale. Nel settembre 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto il ricorso presentato dai suoi legali, giudicandolo “manifestamente infondato” e confermando di fatto la legittimità del regime detentivo applicato.

Il nome di Cospito è stato inoltre al centro di un caso politico che ha coinvolto esponenti delle istituzioni. In primo grado, infatti, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è stato condannato per aver divulgato informazioni riservate relative a conversazioni avvenute in carcere tra l’anarchico e altri detenuti appartenenti a organizzazioni criminali.

Le informazioni erano state poi rese pubbliche in Parlamento dal deputato Giovanni Donzelli. Nel processo d’appello, tuttavia, la Procura generale ha chiesto l’assoluzione di Delmastro; la sentenza è attesa nelle prossime settimane.

il rinnovo del 41 bis conferma la linea dura adottata nei confronti di Cospito, mentre resta aperta la possibilità di un nuovo ricorso da parte della difesa. Parallelamente, si attendono gli sviluppi giudiziari legati al caso politico che ha avuto origine proprio dalla sua detenzione.