In una stanza un armadio rimasto chiuso per duemila anni con tutto il suo corredo di stoviglie, piattini di vetro, vasi, ciotole di ceramica, mentre in un’altra  stanza è stato trovato un tavolino ancora apparecchiato con le sue suppellettili, un letto, una cassapanca. Sono questi gli importanti ritrovamenti fatti a Pompei nel retro del “giardino incantato”, uno spazio dipinto con il grande larario che fu riportato alla luce nel 2018. Ci si aspettava una casa sfarzosa ed invece sono venuti alla luce ambienti modesti, di una famiglia di ceto medio ma con oggetti anche raffinati e anche un fascio di documenti che il calco in gesso ha fatto incredibilmente riapparire. Oggetti che si uniscono alle decine e decine di reperti più minuti, come le serrature in metallo della porta, le cerniere dell’armadio fatte con ossa di animali, le piccole macine per il pane ad uso casalingo, la legna addossata al muro in quello che sembra essere stato un deposito.