La tensione attorno al nuovo sistema di accesso a Medicina continua a crescere. Il giorno dopo la seconda prova del “semestre filtro” – giudicata da molti studenti ancora più difficile della prima del 20 novembre – la ministra dell’Università Anna Maria Bernini è stata contestata da un gruppo di giovani all’inizio del suo intervento ad Atreju.

“Rischiamo di perdere un anno”, hanno gridato gli studenti, denunciando le criticità della riforma. La ministra ha replicato ricordando una frase di Silvio Berlusconi e definendo “inutile” la protesta, salvo poi scendere dal palco per un confronto diretto.

Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Parlamentari del Partito Democratico hanno accusato Bernini di aver risposto con insulti invece che affrontare il merito delle contestazioni. Dura anche Rifondazione Comunista, che ha rilanciato le accuse contro la gestione della riforma.

Nel suo intervento, Bernini ha difeso il nuovo sistema, spiegando che la procedura prevede una graduatoria unica dopo la raccolta dei voti di entrambi gli appelli entro Natale. Secondo la ministra: gli studenti ammessi saranno individuati in base alla graduatoria; chi ha debiti formativi potrà recuperarli entro il 28 febbraio; gli altri saranno indirizzati verso materie affini già individuate.

Bernini ha inoltre ammesso due errori nella prova di fisica del secondo appello, assicurando che per una delle domande sbagliate verrà attribuito un punto a tutti i candidati.

Intanto si preannunciano migliaia di ricorsi. Due avvocati esperti in diritto amministrativo, Francesco Leone e Simona Fell, definiscono “illegittima e incostituzionale” l’ipotesi del ministero di ammettere anche studenti insufficienti, sostenendo che non si possono cambiare i criteri di selezione a prove concluse.

Nel frattempo gli studenti dell’Unione degli Universitari hanno manifestato in diverse città italiane, con un sit-in a Roma davanti al Senato. Il M5S, presente con il deputato Antonio Caso, definisce il semestre filtro “una truffa annunciata”.

Per la Cgil, il tentativo del ministero di correggere la riforma sarebbe “peggiore del buco”, segno del “fallimento macroscopico” del nuovo sistema di selezione per Medicina.