Un nuovo accordo siglato tra Stati Uniti e Ucraina sui minerali strategici segna una svolta importante nei rapporti bilaterali, sbloccando l’invio di armi americane a Kiev dopo un lungo stallo. Il Dipartimento di Stato USA ha infatti autorizzato l’esportazione di armamenti e servizi per la difesa per un valore superiore ai 50 milioni di dollari. È la prima volta che ciò accade dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump, che aveva congelato ogni forma di sostegno militare a Kiev.
Parallelamente, la Casa Bianca sta valutando un inasprimento delle sanzioni economiche contro la Russia, con misure drastiche come dazi fino al 500% per i Paesi che importano energia da Mosca. Inoltre, un disegno di legge bipartisan, sostenuto da 72 senatori, prevede sanzioni devastanti se il presidente Putin non accetterà di avviare negoziati di pace.
Il parlamento ucraino è pronto a ratificare l’accordo l’8 maggio. Secondo il premier Denys Shmyhal, l’intesa permetterà a Kiev di rafforzare la propria difesa, anche grazie a nuovi sistemi antiaerei americani. L’accordo consente agli USA un accesso preferenziale a progetti estrattivi in Ucraina e prevede che gli investimenti statunitensi vengano conteggiati come contributo al fondo per la ricostruzione del Paese.
Tra i vantaggi per Kiev: nessun rimborso del “debito” da 350 miliardi di dollari evocato da Trump, una posizione più dura di Washington verso la Russia, e nessuna interferenza nelle ambizioni ucraine di adesione all’Unione Europea. L’intesa copre anche petrolio e gas, ma le risorse restano di proprietà ucraina. I profitti dei progetti comuni saranno reinvestiti interamente nell’economia ucraina per i prossimi dieci anni.
Tuttavia, l’accordo non include garanzie di sicurezza concrete da parte americana. Alcune dichiarazioni, però, indicano un impegno duraturo degli USA per la sicurezza economica e politica dell’Ucraina. Restano incertezze sui tempi: secondo gli esperti, serviranno dai 10 ai 20 anni per vedere un ritorno economico, e parte delle risorse interessate si trovano in aree attualmente occupate dalla Russia.
Sul fronte militare, gli Stati Uniti hanno anche approvato una potenziale vendita di componenti e attrezzature per caccia F-16 all’Ucraina per un valore di 310 milioni di dollari. Tra i fornitori principali figurano Lockheed Martin, BAE Systems e AAR Corporation.
Intanto, Trump ha presentato il bilancio del suo secondo mandato, con un forte aumento della spesa militare (+13%) e della sicurezza interna (+65%), a scapito di settori come sanità, istruzione, aiuti internazionali e ambiente, in linea con le sue priorità politiche.
Infine, nuove sanzioni contro la Russia sono in preparazione, prendendo di mira Gazprom e altre entità chiave dei settori energetico e bancario. Tuttavia, l’approvazione finale dipenderà dalla volontà dello stesso Trump, le cui posizioni su Mosca continuano a suscitare incertezza a Washington.










