Oltre 250mila persone hanno reso omaggio a Papa Francesco nei giorni precedenti al funerale, affrontando lunghe file, caldo e pioggia pur di salutare il Pontefice argentino, noto per il suo sorriso e la sua umanità. Domani, in Piazza San Pietro, sono attese circa 200mila persone per le esequie, accompagnate da imponenti misure di sicurezza per l’arrivo di Capi di Stato, reali e delegazioni da tutto il mondo. Il corteo funebre attraverserà il centro di Roma, in un evento che ha pochi precedenti storici.

Oggi si è svolto il rito della chiusura della bara nella Basilica di San Pietro: un momento solenne e ricco di simboli, tra cui il velo di seta bianco sul volto e il “Rogito per il Pio transito”, il documento che racconta la vita e l’opera di Francesco, descritto come esempio “mirabile di umanità, vita santa e paternità universale”.

L’ultimo saluto è arrivato da figure molto diverse tra loro: dalle cugine astigiane al Nobel per la Pace Muhammad Yunus, dal presidente francese Emmanuel Macron alla signora Carmela, che gli portò fiori al Gemelli. E domani, tra le autorità, ci sarà anche il presidente argentino Javier Milei, che in passato aveva insultato Francesco, ricevendone però il perdono personale – non politico.

Accanto alla delegazione argentina, quella italiana, guidata dal presidente Sergio Mattarella e dalla premier Giorgia Meloni, e poi le rappresentanze di monarchie, governi e organizzazioni internazionali. Assenti i russi, in forse la presenza del presidente ucraino Zelensky.

Accanto ai potenti, ci saranno i più poveri: migranti, senzatetto, vittime di tratta, persone trans, accolti da Francesco durante il suo pontificato e oggi invitati dall’Elemosiniere del Papa. Saranno loro, domani, a rendergli l’ultimo omaggio sul sagrato di Santa Maria Maggiore, dove riposerà per sempre il Papa che aveva fatto della misericordia la sua bandiera.