La Camera ha approvato definitivamente la riforma per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria: dal prossimo anno accademico non ci saranno più test d’ingresso, ma una selezione basata sui risultati del primo semestre.
Con 149 voti favorevoli e 63 contrari, la nuova legge stabilisce che gli studenti potranno iscriversi liberamente e frequentare i primi sei mesi di corso. Al termine del semestre, solo i migliori potranno proseguire, in base ai crediti formativi ottenuti. La riforma riguarda esclusivamente le università pubbliche, mentre negli atenei privati i test d’ingresso rimarranno in vigore.
La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha esultato per l’approvazione della legge, dichiarando: “Superiamo il numero chiuso e mettiamo fine al mercato parallelo della preparazione ai test e al turismo universitario all’estero”. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha rivendicato la riforma come una vittoria della Lega, sottolineando che ora gli studenti potranno dimostrare il loro valore studiando e superando esami piuttosto che con un test a crocette.
Critiche invece dall’opposizione: per PD e M5S si tratta di una “manovra propagandistica” che non elimina realmente la selezione, ma la sposta al secondo semestre senza prevedere un aumento delle risorse, rischiando di compromettere la qualità della didattica.
Ora gli atenei attendono i decreti attuativi per adeguarsi al nuovo sistema, con la preoccupazione espressa dalla Conferenza dei Rettori di mantenere alti gli standard formativi.
Nel frattempo, è stata pubblicata la bozza dei nuovi programmi scolastici per l’infanzia, elementari e medie, che entreranno in vigore dal 2026-2027. Tra le novità: il latino dalla seconda media, il rafforzamento della memoria con le poesie e l’introduzione controllata dell’intelligenza artificiale.










