Si apre una nuova fase nella vita di Alberto Stasi. Dopo oltre dieci anni trascorsi nel carcere di Bollate, il 42enne condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi ha lasciato definitivamente l’istituto penitenziario grazie alla concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali.
La decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha riconosciuto il percorso positivo compiuto da Stasi durante la detenzione e nel periodo di semilibertà. Secondo i giudici, la buona condotta, il lavoro svolto all’esterno del carcere e le valutazioni favorevoli degli operatori penitenziari hanno consentito la concessione della misura alternativa.
La mattina della scarcerazione, Stasi è tornato a Bollate per completare le ultime formalità. Ha raccolto i propri effetti personali, salutato detenuti, agenti e operatori con cui ha condiviso un decennio di vita e lasciato alcuni oggetti al compagno di cella. Successivamente ha lasciato il carcere attraverso un’uscita secondaria, evitando l’incontro con i giornalisti presenti all’esterno.
L’ex studente della Bocconi aveva già ottenuto nel 2023 il permesso di lavorare all’esterno come contabile in uno studio professionale milanese e, dall’aprile 2025, beneficiava del regime di semilibertà, che gli consentiva di trascorrere fuori dal carcere gran parte della giornata e i fine settimana autorizzati.
Secondo quanto riferito dalla sua legale, Giada Bocellari, Stasi si trasferirà in un appartamento nel Milanese e non tornerà a vivere a Garlasco, il paese al centro di uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi decenni. Pur non avendo particolari divieti di movimento all’interno della Lombardia, ha scelto di costruire altrove la propria nuova quotidianità.
L’affidamento in prova non rappresenta tecnicamente la fine della pena, ma consente a Stasi di condurre una vita molto più libera rispetto al passato, pur nel rispetto delle prescrizioni previste dalla misura. La difesa sottolinea inoltre che il provvedimento non ha alcun effetto sulle attività investigative in corso presso la Procura di Pavia, che sta svolgendo nuovi accertamenti sul delitto e ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio.
Proprio alla luce dei nuovi sviluppi investigativi, gli avvocati di Stasi continuano a lavorare a una possibile richiesta di revisione del processo. Pur avendo accettato la condanna durante il percorso detentivo, l’ex fidanzato di Chiara Poggi ha sempre ribadito la propria innocenza.
Per la difesa, il giorno dell’uscita dal carcere segna comunque un passaggio importante: dopo oltre dieci anni di detenzione, inizia una nuova fase della sua vita, mentre sul piano giudiziario resta aperta la prospettiva di ulteriori sviluppi legati alla vicenda del delitto di Garlasco.










