Roma, 25 feb. (askanews) - "La Presidenza del Consiglio smentisce le notizie che stanno circolando in queste ore su una presunta chiusura, per decisione del Presidente Conte, di tutte le scuole di ogni ordine e grado. Le decisioni e le misure adottate dal governo vengono comunicate esclusivamente attraverso i canali e le fonti ufficiali, alle quali si prega di far riferimento". E' quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Si intensificano le tensioni nella maggioranza sul disegno di legge sicurezza. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e il governo si sono riuniti a Palazzo Chigi per definire la strategia che consentirà di accogliere le osservazioni del Presidente della Repubblica, cercando di ridurre al minimo i tempi per l’approvazione definitiva. Tuttavia, l’inevitabile terza lettura del provvedimento al Senato ha suscitato l’irritazione della Lega, che insiste per un’approvazione immediata senza modifiche. Il partito di Salvini ha anche minacciato di presentare ulteriori proposte per rafforzare la sicurezza e il sostegno alle forze dell’ordine.

Durante la riunione, alla quale hanno partecipato esponenti di spicco del governo come il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, si è deciso di convocare una conferenza dei capigruppo per fissare una data per il voto in Aula. Tuttavia, restano ancora in sospeso diverse questioni, tra cui la norma sul cosiddetto “scudo” per le forze dell’ordine, che potrebbe essere rinviata a un disegno di legge separato.

Parallelamente, il Parlamento si prepara a un nuovo tentativo di eleggere i quattro giudici costituzionali mancanti nella seduta comune prevista per giovedì. Nonostante le trattative in corso tra maggioranza e opposizione, non si registrano progressi significativi. Sul tavolo rimangono anche le discussioni per la nomina del presidente della Rai in commissione di Vigilanza, con proposte di mediazione che potrebbero coinvolgere entrambi i dossier.

Mentre il centrodestra insiste sul nome di Giampaolo Rossi per la Rai, l’opposizione propone un compromesso che prevede la rinuncia alla candidatura di Giampaolo Agnes in cambio di una rosa di nomi per la Consulta. Tuttavia, le posizioni restano distanti, e cresce il timore che il centrodestra non voglia cedere su Agnes, rallentando ulteriormente il processo decisionale.

Con il tempo che stringe, si avvicina il quattordicesimo scrutinio per sostituire i giudici decaduti della Corte Costituzionale, ma il nodo principale resta la candidatura proposta da Forza Italia. Intanto, l’intesa iniziale su Francesco Saverio Marini e Massimo Luciani, rispettivamente in quota governo e opposizione, sembra reggere.