R 45577 CAMERA DEI DEPUTATI VUOTA

La Camera dei Deputati ha approvato definitivamente l’Autonomia Differenziata dopo una seduta fiume iniziata poco dopo mezzanotte e conclusasi circa otto ore dopo. La votazione ha visto 172 sì, ma con l’assenza dei voti di tre deputati calabresi di Forza Italia che hanno chiesto ulteriori approfondimenti e miglioramenti alla riforma.

Durante la seduta, in Aula si sono verificati momenti di forte tensione: da una parte applausi, dall’altra urla di “vergogna” e tricolori sventolati dai banchi dell’opposizione, mentre i deputati della Lega agitavano bandiere delle regioni e della Serenissima.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha celebrato il risultato sui social, definendolo un passo avanti per un’Italia più forte e giusta. Tuttavia, le opposizioni hanno annunciato una raccolta firme per un referendum abrogativo, con la partecipazione di Pd, M5s, Alleanza Verdi-Sinistra, Più Europa, Azione e Italia Viva. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha accusato Meloni di essersi piegata ai ricatti della Lega e ha promesso di continuare la battaglia contro la riforma.

Anche il capogruppo Pd al Senato, Francesco Boccia, ha chiesto spiegazioni al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, su come procedere, considerando la mancanza di finanziamenti per l’attuazione della legge. Il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, ha replicato alle critiche delle opposizioni, accusandole di essere invidiose del successo della riforma.

Durante la notte, le opposizioni hanno cercato di ostacolare l’approvazione con interventi prolungati, citando opere letterarie come “Pinocchio”, “La Vispa Teresa” e “La Divina Commedia”. Giuseppe Conte, leader del M5s, ha criticato la riforma, affermando che condanna il Sud e le aree più in difficoltà del Paese al peggioramento di servizi essenziali come sanità, istruzione e trasporti.

I leader di Alleanza Verdi-Sinistra, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno definito la riforma “lo Spacca Italia”, criticando il contesto notturno della sua approvazione e lo sventolio delle bandiere padane. La Lega ha celebrato il risultato con una foto di gruppo nel cortile della Camera insieme al ministro Roberto Calderoli, padre della riforma, che ha definito il voto “una pagina di storia per tutto il Paese”.

Nonostante l’approvazione, nella maggioranza sono emerse delle crepe, con Forza Italia che ha registrato la percentuale più bassa di partecipanti al voto. I deputati calabresi del partito hanno ribadito la loro mancata partecipazione, chiedendo miglioramenti alla riforma.

Anche il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, e il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, hanno espresso preoccupazioni riguardo l’attuazione dell’Autonomia Differenziata, temendo ulteriori squilibri nel Paese.

Dopo l’approvazione dell’Autonomia Differenziata, l’attenzione della Camera si sposta ora sul premierato e sulla riforma della Giustizia, con la separazione delle carriere, una questione che Matteo Salvini ha dichiarato essere fondamentale portare a termine.