Diventa un caso religioso e giudiziario l’asta online di una presunta reliquia del beato Carlo Acutis, il giovane studente lombardo beatificato nel 2020 e considerato il “patrono di Internet”. Non è chiaro se la reliquia – un capello del beato – sia autentica o meno, ma il suo prezzo ha superato i 2.000 euro prima che l’asta si chiudesse e l’oggetto venisse aggiudicato a un acquirente anonimo.
La vicenda ha spinto il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, a presentare una denuncia contro ignoti, sottolineando che il corpo di Acutis è custodito nel Santuario della Spogliazione di Assisi. L’esposto è stato trasmesso alla Procura di Perugia, che ha immediatamente avviato accertamenti.
“Abbiamo chiesto il sequestro della reliquia”, ha dichiarato monsignor Sorrentino, sottolineando che, autentica o meno, l’asta rappresenta un potenziale inganno e un’offesa al sentimento religioso. Il vescovo ha inoltre denunciato la presenza di un vero e proprio mercato online di reliquie, che coinvolgerebbe non solo Carlo Acutis ma anche altri santi, tra cui San Francesco d’Assisi.Il Diritto Canonico, ha ricordato il vescovo, proibisce la compravendita di reliquie, che possono essere donate dai vescovi solo a titolo gratuito, con eventuali offerte destinate ai santuari.
La famiglia di Carlo Acutis aveva donato il corpo del giovane alla diocesi di Assisi in vista della sua canonizzazione, prevista per aprile 2024. Ora il caso è seguito anche dalla postulazione della causa di santificazione.
“A cosa può portare l’idolo denaro… ho timore che ci sia lo zampino di Satana”, ha concluso monsignor Sorrentino, condannando fermamente l’episodio.










