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Il governo italiano ha reagito con durezza all’attacco dell’esercito israeliano (IDF) contro le basi italiane dell’ONU in Libano, definendolo un possibile crimine di guerra. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, affiancato dal generale Francesco Figliuolo, ha criticato apertamente Israele, sottolineando l’assenza di giustificazioni militari per l’attacco, durante il quale le basi dell’Unifil a Naqoura, dove si trovano soldati italiani, sono state colpite. Crosetto ha chiesto spiegazioni immediate a Tel Aviv e ha convocato l’ambasciatore israeliano in Italia, ribadendo che né l’ONU né l’Italia seguono ordini israeliani.

Nonostante le proteste e le richieste di chiarimenti, l’IDF ha continuato a colpire le postazioni Unifil, aggravando le tensioni. Crosetto ha definito l’attacco come una violazione del diritto internazionale, mentre la premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alle truppe italiane. Anche l’opposizione, con Elly Schlein e Giuseppe Conte, ha chiesto al governo di riferire con urgenza per chiarire le responsabilità.

Israele ha ribadito la richiesta di spostare le truppe Unifil di 5 chilometri più a nord, per motivi di sicurezza, ma l’ONU e l’Italia hanno respinto questa richiesta. L’Italia ha comunque confermato di non voler ritirare il proprio contingente, lasciando la decisione finale all’ONU. Tuttavia, il futuro della missione Unifil resta incerto, con un clima di forte tensione e una diplomazia in stallo.