Un nuovo attentato ha sconvolto la Germania: a Monaco di Baviera, un’auto si è schiantata sulla folla durante una manifestazione sindacale, ferendo 28 persone, tra cui un bambino piccolo. Due dei feriti versano in gravi condizioni. L’attentatore, un afghano di 24 anni con precedenti penali e richiedente asilo, è stato arrestato dopo essere stato ferito dalla polizia. Poco prima dell’attacco, aveva pubblicato un messaggio a sfondo islamista sui social media.
L’attentato avviene a pochi giorni dalle elezioni del 23 febbraio, in un momento in cui il dibattito sull’immigrazione domina la campagna elettorale. L’episodio riaccende le tensioni politiche, con il cancelliere Olaf Scholz che ha promesso dure conseguenze per l’attentatore, e il leader della CDU Friedrich Merz che ha sottolineato l’importanza della sicurezza nazionale. Dal fronte dell’ultradestra, Alice Weidel (AfD) ha chiesto misure drastiche, tra cui il rafforzamento dei controlli alle frontiere e l’espulsione immediata degli immigrati irregolari.
Questo è il secondo attentato in meno di un mese e il terzo da dicembre, segnale di una crescente instabilità. Solo poche settimane fa, un attacco simile è avvenuto al mercatino di Natale di Magdeburgo, mentre a gennaio, un altro afghano ha ucciso due persone in un parco bavarese. La paura che queste tragedie possano diventare una tragica routine è sempre più diffusa tra i cittadini tedeschi.
Le forze dell’ordine hanno perquisito l’appartamento dell’attentatore, scoprendo che era arrivato in Germania nel 2016, dopo essere sbarcato in Calabria e identificato in Italia. Nonostante la sua richiesta d’asilo fosse stata respinta, era rimasto nel Paese grazie alla sospensione dell’espulsione. Già noto alle autorità per furto e droga, la sua presenza sul territorio tedesco solleva interrogativi sulle politiche migratorie e sulla gestione della sicurezza. L’attacco potrebbe influenzare il voto del 23 febbraio, alimentando il consenso per le forze politiche che chiedono una stretta sulle politiche migratorie. La Germania si trova così divisa tra chi chiede maggiore sicurezza e chi mette in guardia contro il rischio di strumentalizzazioni politiche. Il clima resta incandescente e il futuro del Paese si gioca anche sulla gestione di questi eventi tragici.










