Bill Gates torna a fare i conti con il controverso rapporto avuto in passato con Jeffrey Epstein. Il cofondatore di Microsoft è stato ascoltato a porte chiuse dalla commissione di sorveglianza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, dove ha dovuto chiarire la natura dei suoi contatti con il finanziere, condannato per reati sessuali e morto in carcere nel 2019.

Nel corso dell’audizione, Gates ha ammesso che incontrare Epstein è stato un errore. Il miliardario ha spiegato che i rapporti, durati alcuni anni, erano legati esclusivamente al tentativo di ottenere sostegno economico per le attività filantropiche della Fondazione Gates. Alla luce delle informazioni oggi disponibili, ha però riconosciuto che nessun eventuale contributo avrebbe giustificato un’associazione con Epstein.

Gates ha dichiarato di non aver mai assistito a comportamenti criminali da parte del finanziere e di non aver avuto conoscenza di attività illecite durante il periodo delle loro frequentazioni. Ha inoltre respinto ogni coinvolgimento personale, affermando di non aver mai molestato nessuno e di non essere mai stato nelle proprietà più note di Epstein, come l’isola privata, il ranch o la villa in Florida.

Uno degli aspetti più delicati emersi riguarda il presunto tentativo di pressione esercitato da Epstein nei suoi confronti. Gates ha sostenuto che il finanziere fosse a conoscenza di alcune sue relazioni extraconiugali e che avrebbe cercato di utilizzare queste informazioni per spingerlo a mantenere i contatti. Secondo il fondatore di Microsoft, tali tentativi non avrebbero avuto successo, ma dimostrerebbero il modo in cui Epstein cercava di influenzare persone potenti per perseguire i propri obiettivi.

Pur non essendo mai stato accusato di illeciti, Gates compare in diverse fotografie rese pubbliche nell’ambito delle indagini sul caso Epstein. Ha raccontato di aver conosciuto il finanziere nel 2011, dopo la sua prima condanna, attraverso Melanie Walker, collaboratrice che per anni ha lavorato sia alla Gates Foundation sia nell’ufficio privato del magnate.

Walker, figura vicina a Epstein, avrebbe avuto un ruolo importante nel favorire i contatti tra i due. Gates ha riconosciuto di aver accettato quella conoscenza senza effettuare adeguate verifiche e ha ribadito di non aver mai considerato Epstein un amico, nonostante i tentativi di quest’ultimo di instaurare un rapporto più stretto.

Secondo la ricostruzione fornita durante l’audizione, Gates avrebbe interrotto definitivamente i rapporti nel 2014, quando divenne evidente che i finanziamenti promessi da Epstein non si sarebbero concretizzati a favore delle iniziative filantropiche della fondazione.