E’ andata come doveva andare, l’esito delle primarie Pd, scontatissimo, non interessava a nessuno, era solo una prova muscolare per vedere quanti sarebbero corsi ai gazebo. Mezzo flop? Minimo sindacale? Scegliete voi, hanno fatto tutti una brutta figura, Da Letta a Gualtieri, a Caudo, alla Bonaccorsi. Comunque è andata e ora si comincia. Carlo Calenda continua a sbeffeggiare gli avversari dalle fiancate degli autobus e a correre in solitaria. Ha fatto bene a non mischiarsi con gli altri. Adesso presenta la sua ricetta sulle buche della capitale. Niente di trascendentale. Ha piazzato come candidato alla presidenza del Primo Municipio quella vecchia volte di Giuseppe Lobefaro. Un ritorno, visto che era stato apprezzato minisindaco proprio lì e conosce il territorio meglio di chiunque altro. Gualtieri appare smarrito, eppure i sondaggi pilotati lo danno vincente. La Raggi gira al largo mentre il ticket di centro destra, Michetti e Matone, che altri sondaggi danno in vantaggio, si muove con impaccio. Fare politica non è facile. Un piccolo episodio rallegra – si fa per dire – la settimana. Tal Enrico Sabri, militante Pd, si è permesso di criticare il guru Goffredo Bettini. Apriti cielo, delitto di lesa maestà. È stato sospeso. Incredibile, “ il problema è il bettinismo caricaturale”, replica. Che vergogna. Onore a Stefano Fassina, che fa onestamente il suo dovere, una tirata d’orecchie al candidato Caudo, che si ritrova contro una fetta di popolazione del suo Municipio per via della movida. E una sottolineatura per Paolo Ferrara, fedelissimo consigliere grillino, che ha imparato a fare il gaffeur dal suo capo. Le gaffe non sono più un patrimonio CHI SALE esclusivo di Virginia Raggi.