La Prima sezione della Corte Suprema brasiliana ha raggiunto la maggioranza per condannare l’ex presidente Jair Bolsonaro per tentato colpo di Stato e altri reati connessi. La giudice Cármen Lúcia, allineandosi al relatore Alexandre de Moraes e all’ex ministro della Giustizia Flávio Dino, ha ritenuto Bolsonaro colpevole in qualità di leader di un’organizzazione criminale. Lúcia ha sottolineato come dal 2021 il Brasile sia stato attraversato da pratiche “spurie” mirate a minare la democrazia, culminate nell’assalto dell’8 gennaio 2023 ai palazzi istituzionali di Brasilia.
Gli imputati, oltre a Bolsonaro, includono ex alti funzionari civili e militari del suo governo, accusati di associazione a delinquere armata, tentata abolizione dello Stato di diritto democratico, colpo di Stato e danneggiamenti aggravati al patrimonio pubblico e culturale.
Mentre il leader della destra, sostenuto dalla moglie Michelle e da veglie evangeliche, segue il processo agli arresti domiciliari, la Corte si prepara a definire la sentenza definitiva. Bolsonaro rischia oltre quarant’anni di carcere, con un possibile trasferimento immediato in prigione.










