Le previsioni economiche d’autunno della Commissione europea confermano una crescita debole per l’Italia, che si colloca tra i Paesi con il ritmo di sviluppo più basso dell’Unione proprio mentre Ue ed Eurozona superano le attese.
Secondo Bruxelles, il Pil italiano aumenterà solo dello 0,4% nel 2024, per poi salire allo 0,8% nel 2025 e nel 2026. Si tratta di valori in linea con le stime del governo, ma nettamente inferiori alla media europea.
L’Italia risulta davanti solo a Finlandia e Germania nel 2024, supera la sola Irlanda nel 2026 e diventa fanalino di coda nel 2027.
La Commissione segnala consumi delle famiglie ancora deboli, con un aumento del risparmio precauzionale, ma prevede una solida crescita degli investimenti pubblici e privati, sostenuti dal PNRR.
Il rapporto deficit/Pil dovrebbe chiudersi al 3% nel 2024, come indicato dal governo. Bruxelles rimanda ogni valutazione definitiva ai dati certificati da Eurostat nella primavera 2025: solo allora sarà possibile capire se la procedura per disavanzo eccessivo potrà essere chiusa.
L’eventuale uscita consentirebbe all’Italia di chiedere deroghe per maggiori spese in difesa previste dal nuovo Patto di stabilità.
Resta aperto il nodo tecnico su cosa significhi, nella nuova governance economica, “deficit sotto il 3%”, soprattutto in caso di valori molto vicini alla soglia.
Sul fronte del debito pubblico, Bruxelles prevede un aumento fino al 137,9% nel 2026, con una lieve discesa al 137,2% nel 2027. Tra due anni, l’Italia sarà uno dei soli quattro Paesi Ue con un debito superiore al 100% del Pil, insieme a Grecia, Francia e Belgio.
A livello europeo, la Commissione rivede al rialzo la crescita 2024:Eurozona +1,3%, Ue +1,4%, grazie ai consumi e al calo dei prezzi dell’energia.
Per il 2025 le stime vengono leggermente ridimensionate, con rischi orientati al ribasso legati a scenari geopolitici e tensioni commerciali.
Il 25 novembre Bruxelles pubblicherà il giudizio sulle politiche di bilancio dell’Eurozona, compresa l’Italia. Le previsioni attuali sono basate sui contenuti del Documento programmatico di bilancio, inclusa la misura sugli extraprofitti bancari, apprezzata dalla Commissione.










