All’Europarlamento la cerimonia per l’ex presidente scomparso nel 2022. Mattarella richiama la necessità di rafforzare le istituzioni dell’Unione. Metsola e von der Leyen ne ricordano la visione europeista. Presenti esponenti politici di schieramenti diversi, mentre Prodi mette in guardia dal rischio di un’Europa “assopita”
BRUXELLES – Il nome di David Maria Sassoli entra definitivamente nella geografia istituzionale dell’Unione europea. A Bruxelles, uno degli edifici del Parlamento europeo è stato ufficialmente intitolato all’ex presidente dell’Eurocamera, scomparso l’11 gennaio 2022 a 65 anni.
La cerimonia si è svolta martedì 29 settembre sull’Esplanade Solidarność 1980, nel cuore del quartiere europeo, alla presenza della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, della presidente della Commissione Ursula von der Leyen e di numerose personalità italiane ed europee. L’agenda ufficiale dell’Eurocamera indicava per le 15 l’inaugurazione del nuovo “David Maria Sassoli Building”.
La decisione di dedicargli l’ex edificio Treves era stata presa dall’Ufficio di presidenza del Parlamento europeo il 9 febbraio 2026. Sassoli diventa così uno degli italiani ai quali l’istituzione europea ha scelto di legare stabilmente uno dei suoi principali spazi a Bruxelles.
Il significato della giornata è andato ben oltre la commemorazione personale. Nel messaggio inviato per l’occasione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il “rigore morale” e la “passione civile” con cui Sassoli esercitò il proprio mandato, sottolineando come avesse servito con determinazione la causa europea.
Il capo dello Stato ha soprattutto collegato l’eredità dell’ex presidente dell’Eurocamera alle difficoltà che l’Unione sta affrontando oggi. Mattarella ha richiamato l’esperienza della Conferenza sul futuro dell’Europa, osservando come le sue conclusioni siano state lasciate cadere “in maniera imprevidente”, proprio mentre, secondo il presidente, diventa urgente rafforzare le istituzioni comunitarie.
Un riferimento particolarmente significativo perché la Conferenza sul futuro dell’Europa produsse, nel 2022, 49 proposte articolate in oltre 300 misure. Tra le indicazioni più rilevanti figurava la revisione dei meccanismi decisionali dell’Unione e un maggiore ricorso al voto a maggioranza qualificata al posto dell’unanimità, con alcune eccezioni.
Il Parlamento europeo tradusse successivamente parte di quelle indicazioni in una richiesta di revisione dei Trattati, proponendo tra l’altro il superamento dell’unanimità in alcuni settori, come le sanzioni e determinate situazioni di emergenza.
Alla cerimonia sono intervenute Roberta Metsola e Ursula von der Leyen. La presenza congiunta dei vertici di Parlamento e Commissione ha sottolineato il carattere istituzionale dell’omaggio a un presidente che guidò l’Eurocamera in uno dei periodi più difficili della storia recente dell’Unione.
Sassoli, eletto presidente del Parlamento europeo il 3 luglio 2019, dovette infatti affrontare durante il proprio mandato la fase più acuta della pandemia di Covid-19. Sotto la sua presidenza furono introdotte misure straordinarie che permisero all’Assemblea di continuare a riunirsi, votare ed esercitare le proprie prerogative anche durante le restrizioni sanitarie. L’Eurocamera ha inoltre ricordato negli anni il suo sostegno a un bilancio europeo ambizioso e al programma di ripresa varato dopo la pandemia.
Tra le presenze italiane più significative quella di Romano Prodi. L’ex presidente della Commissione europea ha utilizzato la cerimonia per una riflessione sullo stato attuale dell’integrazione comunitaria.
Alla domanda se Sassoli sarebbe soddisfatto dell’Europa di oggi, Prodi ha risposto negativamente, spiegando di temere non tanto una vera e propria dissoluzione dell’Unione quanto il suo progressivo “assopimento”. Ha inoltre criticato le difficoltà decisionali provocate dal principio dell’unanimità tra i Ventisette e richiamato la necessità di restituire all’Europa maggiore capacità d’azione internazionale.
La questione del diritto di veto rappresenta del resto uno dei nodi ancora aperti dell’architettura comunitaria. La stessa Conferenza sul futuro dell’Europa aveva indicato la maggioranza qualificata come possibile strumento per evitare paralisi decisionali in numerosi settori.
L’omaggio a Sassoli ha assunto inevitabilmente anche un significato politico italiano. A Bruxelles si sono ritrovati esponenti appartenenti a diverse stagioni del Partito democratico e del centrosinistra, con la segretaria Elly Schlein insieme, tra gli altri, a Romano Prodi.
La presenza di personalità con sensibilità politiche differenti ha restituito per alcune ore l’immagine di un terreno comune rappresentato dall’integrazione europea, tema che aveva caratterizzato tutta l’attività politica di Sassoli.
A margine della cerimonia Schlein è intervenuta anche sulla guerra in Ucraina, confermando il sostegno al Paese invaso e sostenendo contemporaneamente la necessità di una più forte iniziativa diplomatica dell’Unione. La segretaria del Pd ha proposto che l’Europa possa esprimersi attraverso un unico negoziatore e ha ribadito che, nella sua posizione, una pace giusta non può coincidere con una resa alle richieste dell’aggressore.
La questione ucraina continua a rappresentare uno dei punti sui quali emergono differenze tra le forze dell’opposizione italiana, soprattutto rispetto all’invio di armamenti e alle modalità con cui perseguire un negoziato. La cerimonia di Bruxelles, pur senza cancellare tali divergenze, ha mostrato il valore simbolico che la figura di Sassoli continua ad avere nell’area europeista.
Anche il rapporto con la Russia appartiene alla storia politica dell’ex presidente dell’Eurocamera. Su questo punto è necessario però precisare la cronologia: Sassoli non fu colpito dalle misure russe nelle settimane precedenti all’invasione dell’Ucraina.
Il 30 aprile 2021, Mosca vietò infatti l’ingresso in Russia a otto personalità dell’Unione europea, tra cui Sassoli e l’allora vicepresidente della Commissione Věra Jourová. La decisione fu condannata con una dichiarazione congiunta dai presidenti di Consiglio europeo, Commissione e Parlamento europeo. L’invasione su vasta scala dell’Ucraina sarebbe iniziata soltanto il 24 febbraio 2022, dopo la morte dello stesso Sassoli.
Quel provvedimento rappresentò comunque uno dei momenti più evidenti della crescente contrapposizione politica tra Mosca e le istituzioni comunitarie.
Il ricordo di Sassoli ha superato i confini degli schieramenti politici. In serata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulla dedicazione dell’edificio.
La premier ha definito l’intitolazione un giusto riconoscimento a un italiano che ha servito le istituzioni europee e creduto nella democrazia, pur ricordando le differenti posizioni politiche che la separavano dall’ex presidente del Parlamento europeo. La dichiarazione è stata diffusa ufficialmente dalla Presidenza del Consiglio.
Alla cerimonia erano presenti inoltre il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a sua volta già presidente del Parlamento europeo.
A più di quattro anni dalla morte, la figura di Sassoli torna dunque al centro del dibattito europeo non soltanto attraverso un omaggio alla sua memoria.
L’edificio che da oggi porta il suo nome richiama una stagione nella quale l’Eurocamera fu costretta dalla pandemia a reinventare in tempi rapidissimi il proprio funzionamento e, allo stesso tempo, rilancia questioni ancora irrisolte: la capacità dell’Unione di decidere rapidamente, il peso del Parlamento europeo, il superamento dei veti nazionali in alcuni settori e la costruzione di una politica estera maggiormente condivisa.
Sono questioni che appartengono al presente dell’Europa molto più che alla sua memoria. Ed è probabilmente questo il significato politico più profondo dell’intitolazione: trasformare il ricordo di David Sassoli da commemorazione istituzionale in un richiamo al dibattito sul futuro stesso dell’Unione.










