L’ambasciata russa in Belgio ha inviato alla Nato un documento informale denunciando esercitazioni e attività militari nell’area baltica. Bruxelles replica condannando le minacce di ricorso alla forza e ribadendo la natura difensiva dell’Alleanza. Al centro dello scontro l’exclave russa e il strategico corridoio di Suwałki.
Nuovo fronte di tensione tra Russia e Nato attorno a Kaliningrad, l’exclave russa affacciata sul Mar Baltico e stretta tra Polonia e Lituania. Mosca ha trasmesso all’Alleanza Atlantica, attraverso la propria ambasciata in Belgio, un documento nel quale accusa la Nato di seguire una linea «avventurista e irresponsabile» e avverte che eventuali tentativi di isolare la regione potrebbero aumentare sensibilmente il rischio di un confronto militare diretto.
Nella nota, la rappresentanza diplomatica russa sostiene che Mosca sarebbe pronta a impiegare «l’intero arsenale di armi a sua disposizione» per difendere il proprio territorio nel caso in cui Paesi della Nato cercassero di tagliare Kaliningrad fuori dal resto della Federazione Russa. La formulazione è stata interpretata dalla Nato come una minaccia particolarmente grave anche per il riferimento implicito all’arsenale nucleare russo.
L’Alleanza Atlantica ha confermato di aver ricevuto il cosiddetto “non-paper”, un documento diplomatico informale, e di aver inviato una risposta.
La portavoce della Nato Allison Hart ha respinto le accuse russe, sottolineando che l’Alleanza è «esclusivamente difensiva» e che le sue attività non rappresentano una minaccia per il territorio della Federazione Russa. Bruxelles ha inoltre criticato quella che ha definito una retorica irresponsabile da parte di Mosca sul possibile ricorso alla forza.
Le due parti offrono dunque interpretazioni radicalmente opposte dello stesso quadro strategico: la Russia descrive il rafforzamento militare della Nato nell’area baltica come un processo di progressivo accerchiamento; l’Alleanza sostiene invece che l’aumento della propria presenza sul fianco orientale abbia finalità di deterrenza e difesa degli Stati membri. La Nato afferma ufficialmente che le proprie misure sul fronte orientale sono «difensive, proporzionate e coerenti con gli impegni internazionali».
Uno dei passaggi centrali della protesta russa riguarda alcune esercitazioni militari che, secondo Mosca, simulerebbero un possibile isolamento della regione.
Su questo punto è necessaria una distinzione. È documentato che nel 2026 si sono svolte esercitazioni Nato nell’area del corridoio di Suwałki, ma la loro finalità ufficiale dichiarata era la difesa del collegamento terrestre fra Polonia e Lituania, non il blocco di Kaliningrad.
Tra il 16 e il 26 giugno, ad esempio, l’esercitazione multinazionale Gallant Boar 2026, con la partecipazione di forze lituane, polacche e francesi, ha addestrato i reparti alla rapida difesa del corridoio. La rappresentazione dell’attività come una prova generale per il «blocco» dell’exclave è stata avanzata da fonti russe e non risulta confermata nelle descrizioni ufficiali dell’esercitazione.
Anche a febbraio la Lituania aveva organizzato un’esercitazione sul sistema di transito dei cittadini russi diretti verso Kaliningrad, ma il governo lituano l’aveva descritta come una simulazione destinata a verificare la capacità delle autorità di rispondere a eventuali incidenti e violazioni delle procedure di transito.
Il valore strategico di Kaliningrad deriva anzitutto dalla sua posizione geografica. La regione russa è separata dal resto della Federazione e confina esclusivamente con due Paesi Nato e dell’Unione europea, Polonia e Lituania, oltre ad avere uno sbocco sul Baltico.
Poco più a est si trova il corridoio di Suwałki, la fascia di territorio tra Polonia e Lituania che separa Kaliningrad dalla Bielorussia. Si tratta dell’unico collegamento terrestre tra i tre Stati baltici — Lituania, Lettonia ed Estonia — e il resto del territorio della Nato. Proprio per questo rappresenta da anni uno dei punti più sensibili della pianificazione militare nella regione. Baltic Monitor
Kaliningrad ospita inoltre importanti infrastrutture militari russe e la Flotta del Baltico, mentre Mosca ha sviluppato nell’area capacità missilistiche e di guerra elettronica. I servizi di sicurezza lituani hanno indicato nel loro rapporto sulle minacce del 2026 che la Russia continua a rafforzare alcune capacità militari lungo il fianco orientale della Nato e utilizza intensamente sistemi di guerra elettronica nella regione.
Nella propria comunicazione alla Nato, l’ambasciata russa contesta anche le valutazioni occidentali secondo cui Mosca potrebbe in futuro intraprendere un’azione militare contro uno Stato baltico.
Secondo la rappresentanza diplomatica, l’Alleanza starebbe alimentando il «mito della minaccia russa», ignorando le dichiarazioni con cui il Cremlino afferma di non avere intenzione né motivo di attaccare Estonia, Lettonia o Lituania. Mosca sostiene inoltre di aver proposto garanzie reciproche di sicurezza ai Paesi Nato.
Sul versante occidentale, tuttavia, governi e servizi di intelligence continuano a indicare la Russia come il principale fattore di rischio militare e ibrido sul fianco orientale, pur distinguendo fra attività di sabotaggio, attacchi informatici e un’eventuale guerra convenzionale.
Una valutazione recente dei servizi danesi, riportata dall’Associated Press, ha indicato come possibile un aumento delle attività ibride russe, senza però ritenere imminente un’invasione su larga scala di Paesi Nato. Anche fonti dell’Alleanza hanno segnalato che, al momento, non risultano movimenti militari russi anomali tali da indicare la preparazione di un attacco convenzionale contro il territorio alleato.
Negli ultimi anni l’Alleanza ha progressivamente ampliato le proprie capacità nel Baltico.
Nel gennaio 2025 è stata avviata Baltic Sentry, missione destinata soprattutto alla sorveglianza e alla protezione delle infrastrutture sottomarine nel Mar Baltico. Nel settembre successivo è arrivata Eastern Sentry, dopo una serie di violazioni dello spazio aereo dei Paesi membri. Nel giugno 2026 è stato inoltre creato un nuovo gruppo multinazionale Nato in Finlandia. NATO
Nel luglio 2026 anche la missione di Baltic Air Policing è stata rafforzata, con un passaggio verso capacità più ampie di difesa aerea. La missione è attiva dal 2004 e garantisce la sorveglianza dello spazio aereo dei tre Paesi baltici, che non dispongono di proprie flotte da caccia sufficienti per svolgere autonomamente questo compito.
I caccia Nato vengono regolarmente fatti decollare anche per identificare velivoli militari russi che transitano nello spazio aereo internazionale tra la Russia continentale e Kaliningrad, in particolare quando volano senza piano di volo, senza transponder o senza comunicazioni con i controllori del traffico aereo.
Da Vilnius è arrivata una risposta altrettanto netta. Davydas Matulionis, consigliere del presidente lituano, ha definito le nuove dichiarazioni di Mosca una forma di pressione psicologica, sostenendo che le accuse russe contro la Nato non abbiano fondamento.
La Lituania, che condivide direttamente il confine con Kaliningrad, è fra i Paesi che negli ultimi anni hanno maggiormente rafforzato le proprie capacità di difesa e la presenza militare alleata sul proprio territorio.
Proprio in questi giorni il Paese sta inoltre svolgendo Vyčio Skliautas 2026, una grande esercitazione nazionale di mobilitazione che coinvolge ministeri, amministrazioni locali, forze armate e organizzazioni civili. Il governo lituano ha precisato che si tratta di un’attività addestrativa e che gli scenari di crisi previsti durante l’esercitazione sono simulati.
Il confronto su Kaliningrad si inserisce quindi in una fase di crescente tensione fra Russia e Nato, alimentata dalla guerra in Ucraina e dall’aumento delle attività militari e di sorveglianza su entrambi i lati del fianco orientale europeo.
La novità politica delle ultime ore è soprattutto il ricorso da parte di Mosca a un avvertimento formale indirizzato direttamente alla Nato, accompagnato dal riferimento all’utilizzo di tutti i mezzi disponibili per la difesa dell’exclave.
Allo stesso tempo, non risultano al momento prove di un piano Nato operativo per bloccare o isolare Kaliningrad: le esercitazioni pubblicamente documentate nell’area vengono presentate dall’Alleanza e dai governi coinvolti come attività di difesa del territorio alleato e del corridoio di Suwałki. La Russia ne offre invece una lettura opposta, considerandole parte di una pressione militare crescente ai propri confini.
È proprio questa distanza nelle rispettive interpretazioni a rendere Kaliningrad uno dei punti più delicati del rapporto tra Mosca e l’Alleanza Atlantica: un’area in cui esercitazioni, rafforzamento delle difese e dichiarazioni di deterrenza vengono lette dall’altra parte come possibili segnali di preparazione a uno scontro.