Prosegue senza sosta la caccia ai quattro ladri che domenica scorsa hanno messo a segno quello che è già stato definito “il furto del secolo” al Museo del Louvre di Parigi, portando via i gioielli di Napoleone dal valore stimato di 88 milioni di euro. Un bottino “di valore inestimabile”, come ha sottolineato la procuratrice di Parigi Laure Beccuau, che ha definito la perdita “non solo economica, ma storica”.
Le autorità francesi hanno mobilitato sessanta agenti tra polizia e gendarmeria in una vera e propria caccia all’uomo su tutto il territorio nazionale. I quattro malviventi, probabilmente stranieri e legati alla criminalità organizzata, restano al momento irreperibili. Gli investigatori temono che, con il passare dei giorni, le possibilità di recuperare i gioielli intatti diminuiscano drasticamente.
Sul fronte politico, il furto ha scatenato forti polemiche sulla sicurezza dei musei francesi. Secondo Le Figaro, la presidente del Louvre Laurence des Cars, profondamente scossa dall’accaduto, aveva presentato le dimissioni, poi respinte dal presidente Emmanuel Macron, che l’ha invitata a “tenere duro”.
La ministra della Cultura Rachida Dati ha difeso l’operato del museo davanti all’Assemblée Nationale, sostenendo che “tutti gli allarmi hanno funzionato” e negando qualsiasi “disfunzione del sistema di sicurezza”. Anche la direzione del Louvre ha respinto le accuse pubblicate da Le Canard Enchaîné, secondo cui le teche che contenevano i gioielli sarebbero state meno robuste di quelle precedenti. “I vecchi sistemi erano obsoleti e pericolosi per le opere stesse”, hanno precisato i vertici del museo, ribadendo che “le nuove installazioni offrono tutte le garanzie necessarie”.
Sul piano delle indagini, gli inquirenti dispongono di alcuni indizi chiave: un gilet giallo abbandonato da uno dei ladri, sul quale sarebbero state trovate tracce di Dna, e il montacarichi rubato utilizzato per accedere alla Galleria di Apollo, dove si trovavano i preziosi. Il mezzo, sottratto pochi giorni prima in una banlieue di Parigi e poi parzialmente bruciato nella fuga, potrebbe fornire ulteriori impronte e prove decisive per risalire ai responsabili.










