Calenda risponde all’ex alleato Letta: “Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi uno con chi in fondo è comunista”. Dopo aver rotto con Letta, Calenda scatena l’ira dei dem. Calenda specifica: “Il Pd ha fatto prima un patto con noi e poi ha fatto un patto, con contenuti contrari, con chi ha votato 55 volte contro la fiducia a Draghi, con chi dice di no a tutto, al termovalorizzatore, con chi in fondo è comunista, perché poi, alla fine della fiera è questo. E io ho detto a Letta, se firmi un patto e formalizzi questo la gente non ci capirà più niente, sembrerà un’accozzaglia di persone come erano Bertinotti, Turigliatto, Pecoraro Scani. Letta sapeva perfettamente che avrei rotto, lo sapeva Più Europa. Hanno pensato di tenerci dentro dicendo: sennò dovete raccogliere le firme. Raccolgo le firme, perché questa cosa qua è inguardabile”. E sulle critiche mosse da Emma Bonino il leader di Azione ha affermato: “Sono critiche totalmente in malafede. Sapeva tutto e, non solo, ha sempre negoziato dalla parte del Pd. Il perché lo dovrà spiegare ai suoi elettori. Come fa una persona che si definisce atlantista” a stare “con chi vota contro la Nato e fa tutto contro l’Europa e contro l’agenda Draghi, lo dovrà spiegare Emma Bonino. Con grande affetto, ma Emma Bonino sapeva tutto e ha fatto una scelta, chiaramente una scelta che pagherà in termini di posti”. Sulla possibilità di un terzo polo con Renzi ha risposto: “Io in questo momento sto lavorando a una cosa sola, a costruire un programma solido, sulla scia di quello che abbiamo presentato peraltro con Più Europa, che parla di rigassificatori, termovalorizzatori, no tasse, revisione del reddito di cittadinanza. Basta con la politica del bonus, questo Paese ha bisogno di parlare di come risolvere i problemi. Da noi gli elettori non avranno programmi irrealizzabili, ma solo cose nette delle cose da fare per l’italia”. Intanto Più Europa intanto va verso la conferma del patto elettorale con il Pd, mentre Giuseppe Conte ribadisce il no ad un accordo con i dem ed annunciando che i 5 stelle saranno più radicali di prima nell’attuazione del loro progetto. Positivo da parte del leader M5s l’apporto di Alessandro Di Battista  e il rapporto con il fondatore Beppe Grillo.