NAPOLI – La Procura di Napoli ha avviato accertamenti per chiarire eventuali responsabilità nella mancata messa in sicurezza dei costoni dei Campi Flegrei, dopo lo sciame sismico che ha colpito l’area e la violenta scossa di magnitudo 4,7, la più forte registrata nella zona negli ultimi quarant’anni.

L’attenzione degli inquirenti si concentra soprattutto sulla frana del monte Olibano, dove una massa di rocce e detriti si è abbattuta su automobili e scooter parcheggiati nei pressi di alcune abitazioni. Il crollo ha provocato feriti gravi e avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche. Da tempo, infatti, i residenti chiedevano interventi per proteggere l’area dal rischio di caduta massi.

I magistrati della sezione Colpe professionali, coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci, hanno disposto l’acquisizione della documentazione relativa agli interventi di sicurezza. Al momento si tratta di un fascicolo esplorativo, senza indagati e senza ipotesi di reato.

Sulla vicenda si è svolto anche un vertice tra il procuratore capo Nicola Gratteri e alcuni procuratori aggiunti. Gli accertamenti potrebbero estendersi alle denunce del sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha segnalato il mancato avvio, nonostante la disponibilità dei finanziamenti, dei lavori previsti da tre anni sui costoni del territorio comunale.

Le immagini amatoriali della frana mostrano grossi massi precipitare sulle vetture, sollevando una nube di polvere e detriti. Non si esclude che il fronte del cedimento possa ampliarsi e minacciare alcune villette situate sulla sommità del monte. I vigili del fuoco stanno valutando l’impiego di squadre specializzate di rocciatori per i primi interventi di messa in sicurezza.

Anche la Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico ha annunciato l’apertura di un’istruttoria per accertare le cause dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.

Intanto, nonostante la conclusione dello sciame sismico, resta alta la tensione tra gli abitanti di Pozzuoli. Oltre 300 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, mentre in alcuni quartieri si registrano ancora problemi nell’erogazione dell’acqua.

Una protesta dei cittadini si è svolta durante il sopralluogo del ministro della Cultura Alessandro Giuli all’Anfiteatro Flavio, effettuato per verificare le condizioni dell’area archeologica. Il ministro ha incontrato una delegazione di residenti, esprimendo vicinanza alle persone colpite dal terremoto.