Le nuove rivelazioni sul caso Jeffrey Epstein riaccendono le polemiche negli Stati Uniti e mettono sotto pressione Donald Trump e la sua amministrazione. Documenti desecretati riportano una frase pronunciata da Trump nel 2006, quando si congratulò con la polizia di Palm Beach per le prime accuse al finanziere: “Tutti sanno quello che fa”, parole che oggi sollevano dubbi su quanto fosse realmente a conoscenza delle attività di Epstein.

Dai file emerge una rete di relazioni internazionali che coinvolge esponenti del mondo economico e politico, tra cui l’uomo d’affari emiratino Ahmed bin Sulayem e il miliardario Les Wexner. I democratici accusano il Dipartimento di Giustizia di aver oscurato inutilmente parti rilevanti dei documenti, sostenendo che diversi nomi non avrebbero dovuto essere censurati.

Tra quelli citati figura anche l’ex eurodeputato italiano Nicola Caputo, che ha smentito ogni coinvolgimento e annunciato iniziative per chiarire la vicenda. Intanto cresce la pressione sulla ministra della Giustizia Pam Bondi e sul segretario al Commercio Howard Lutnick, che ha ammesso di aver visitato l’isola di Epstein. Il caso resta una ferita aperta, con pesanti ricadute politiche.