A diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco torna nuovamente alla ribalta con due filoni di indagine paralleli e alternativi. Da un lato, la Procura di Pavia sta indagando sull’alibi di Andrea Sempio, amico di famiglia della vittima, dall’altro, la Procura Generale di Milano ha chiesto la revoca della semilibertà ad Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara e unico condannato per l’omicidio.
La richiesta di revoca è stata avanzata dalla procuratrice generale aggiunta Valeria Marino, dopo che Stasi, attualmente detenuto a Bollate, ha rilasciato un’intervista televisiva non autorizzata durante un permesso per “ricongiungimento familiare”. L’intervista, andata in onda il 30 marzo, è stata considerata una violazione del percorso rieducativo, nonostante l’istituto penitenziario e i giudici avessero ritenuto il comportamento di Stasi coerente con l’accettazione della condanna. Il direttore del carcere, Giorgio Leggieri, ha infatti dichiarato che non sono state riscontrate infrazioni, e il Tribunale di Sorveglianza aveva già concesso la semilibertà lo scorso aprile.
L’avvocata di Stasi, Giada Bocellari, ha definito la questione dell’intervista “già chiarita”, escludendo irregolarità tali da giustificare la revoca del regime agevolato.
Parallelamente, la Procura di Pavia sta verificando la veridicità dell’alibi fornito da Andrea Sempio, all’epoca considerato solo marginalmente nelle indagini. Al centro degli accertamenti, sei contatti telefonici avvenuti tra le 9:58 e le 12:18 del 13 agosto 2007, giorno del delitto. Secondo i tabulati, Sempio si trovava a Garlasco e non a Vigevano, come aveva dichiarato, mentre due amici con cui era in contatto, Mattia Capra e Roberto Freddi, non sarebbero stati a Garlasco in alcune fasce orarie, contrariamente a quanto riferito allora.
Gli inquirenti hanno già avviato nuove audizioni e sequestri, anche di vecchi dispositivi telefonici, per ricostruire gli spostamenti reali. Al centro dell’indagine, però, restano soprattutto gli accertamenti genetici disposti dalla giudice per le indagini preliminari Daniela Garlaschelli, nell’ambito di un incidente probatorio volto a colmare le lacune della prima inchiesta, durante la quale non furono nemmeno analizzate le immagini delle telecamere presenti nel paese.
Nel frattempo, l’avvocata di Sempio, Angela Taccia, è stata ascoltata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano dopo aver denunciato minacce di morte ricevute via mail. È stata aperta un’indagine per identificare i responsabili, con l’ausilio di analisi informatiche approfondite.
Il caso Garlasco, ancora oggi irrisolto agli occhi dell’opinione pubblica, continua a far discutere e ad alimentare interrogativi, nella speranza che le nuove indagini possano finalmente fare chiarezza su quanto accaduto quel tragico 13 agosto 2007.










