Il presidente del Senato Ignazio La Russa riaccende lo scontro istituzionale intorno alla figura di Francesco Saverio Garofani, segretario del Consiglio Supremo di Difesa. A distanza di giorni dalle polemiche, La Russa è tornato a mettere in dubbio l’opportunità che Garofani resti nel suo ruolo, affermando che “forse è meglio che quel ruolo lo lasci a qualcun altro”.
Le sue parole hanno sorpreso il Quirinale, soprattutto dopo che la premier Giorgia Meloni, dal G20 di Johannesburg, aveva dichiarato chiusa la vicenda, sottolineando il “rapporto ottimo” con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e invitando a non riaprire il caso.
L’intervento di La Russa, seconda carica dello Stato, è apparso invece come un nuovo affondo, alimentando la percezione che alcuni settori della maggioranza intendano insistere sulla richiesta di dimissioni di Garofani. Poco dopo, il presidente del Senato ha però fatto marcia indietro, spiegando di non voler riaprire polemiche e di aver espresso solo “in maniera troppo sincera” un’opinione personale sulla difficoltà di Garofani a ricoprire l’incarico. “Non tocca a me chiedere le sue dimissioni e nemmeno l’ho fatto”, ha precisato.
Il botta e risposta non è passato inosservato: “La Russa ha riaperto il caso e l’ha richiuso”, ha commentato il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, riflettendo il sentimento diffuso anche al Quirinale. Tuttavia, in più ambienti politici cresce il sospetto che gli attacchi ripetuti a Garofani mirino in realtà a indebolire indirettamente il presidente Mattarella.
Il quotidiano La Verità, vicino al centrodestra e tra i primi a sollevare la questione, continua a mantenere alta la pressione. Il vicedirettore Massimo De Manzoni ha dichiarato che Garofani avrebbe agito “dietro le quinte” per influenzare dinamiche politiche, sostenendo che il caso per loro “non è chiuso”.
Anche l’opposizione vede nella vicenda un segnale preoccupante. Angelo Bonelli (Avs) parla di “attacco e pressione indebita nei confronti del Quirinale”, sostenendo che la destra stia tentando una delegittimazione del presidente della Repubblica.
La vicenda, nonostante i tentativi ufficiali di sminuirla, continua quindi a essere un nodo sensibile nei rapporti tra governo e Colle.










