Massima allerta a Ceuta e Melilla in vista di Ferragosto. Marocco e Spagna hanno rafforzato i controlli alle frontiere per scongiurare un nuovo assalto alle due exclave spagnole, dopo l’ingresso in massa del 30 luglio e la diffusione sui social di appelli a tentare nuovamente il passaggio il 15 agosto.
Il Marocco ha schierato centinaia di agenti tra polizia, gendarmeria e militari nell’area di Fnideq, mentre sono stati intensificati i controlli sulle strade e lungo la costa. Secondo le autorità marocchine, sono state adottate «tutte le misure necessarie» per impedire nuovi attraversamenti illegali e sono stati annunciati arresti nei confronti di chi diffonde online appelli a organizzare gli assalti.
Anche la Spagna ha rafforzato il dispositivo di sicurezza. Gli agenti impegnati tra polizia e Guardia Civil sono passati da poco più di 1.100 a circa 1.600, affiancati da 2.000 militari. Madrid punta inoltre ad accelerare l’espulsione dei circa 5.000 migranti irregolari ancora presenti a Ceuta. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha avvertito che chi tenterà di entrare illegalmente non verrà trasferito nella Spagna continentale né regolarizzato.
La tensione nelle due exclave arriva dopo gli eventi di fine luglio, che secondo alcune organizzazioni non governative avrebbero provocato la morte di circa 140 migranti. Le autorità temono ora che il tam tam sui social possa trasformarsi in un nuovo tentativo di attraversamento di massa.
Il quadro europeo, tuttavia, mostra una tendenza generale opposta. Secondo i dati di Frontex, nei primi sette mesi del 2026 gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Ue sono diminuiti del 37%, scendendo a circa 61 mila. La rotta del Mediterraneo occidentale rappresenta però un’eccezione: gli attraversamenti sono aumentati del 37%, arrivando a 11.217, tra 8.648 ingressi via mare e 2.569 via terra. I dati non comprendono ancora gli ultimi episodi registrati a Ceuta e Melilla.
In calo, invece, le principali altre rotte: nel Mediterraneo orientale gli attraversamenti sono diminuiti del 28%, nel Mediterraneo centrale del 55%, sulla rotta dell’Africa occidentale del 60%, nei Balcani occidentali del 26% e alla frontiera terrestre orientale del 44%. Per Frontex, la riduzione è legata soprattutto alla maggiore cooperazione tra i Paesi coinvolti e alle misure preventive adottate negli Stati di partenza.
Sul fronte italiano resta inoltre aperto il confronto con la Germania sui cosiddetti “dublinanti”. Roma ha comunicato ufficialmente a Berlino di non voler accettare il rientro di alcuni migranti transitati dall’Italia, in particolare per casi precedenti al 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto europeo sulla migrazione. Il governo italiano richiama anche l’accordo raggiunto con la Germania nel dicembre 2025 e il meccanismo di compensazione legato agli sbarchi effettuati da navi di Ong tedesche. Da Berlino, al momento, non è arrivata una risposta formale.
Intanto l’Italia mantiene anche la sospensione temporanea di Schengen nei confronti della Spagna, che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato potrà essere revocata soltanto quando saranno venuti meno i rischi per la sicurezza nazionale.
La giornata di Ferragosto rappresenta dunque un banco di prova delicato per le autorità marocchine e spagnole: mentre i dati europei indicano una netta riduzione della pressione migratoria complessiva, Ceuta e Melilla restano uno dei punti più sensibili delle frontiere dell’Unione europea.










