Secondo il centro studi di Confindustria nella congiuntura flash di aprile si evince che a marzo l’economia italiana è in “netto indebolimento”, con il conflitto in Ucraina che “amplifica i rincari di energia e altre commodity, e accresce la scarsità di materiali e l’incertezza. Sommandosi agli effetti dei contagi, ciò riduce il PIL nel 1° trimestre 2022 e allunga un’ombra sul 2°: l’andamento in aprile è compromesso e le prospettive sono cupe”: lo scrive il centro studi di Confindustria nella congiuntura flash di aprile.

Confindustria spiega che a marzo “si è accentuata l’erosione della fiducia delle imprese manifatturiere, già in atto da fine 2021”. Il Pmi del settore è sceso ulteriormente, pur restando in area positiva (55,8 da 58,3). Dopo la volatilità di gennaio-febbraio, “l’impatto del conflitto sulla produzione è atteso approfondirsi a marzo: ciò significa un calo significativo nella media del 1° trimestre, che contribuisce molto alla flessione del Pil”. Male anche i servizi, che sono “in stallo”. Il PMI indica rallentamento a marzo (52,1 da 52,8) e la fiducia delle imprese è in calo (99,0 da 100,4).

A causa di contagi e incertezza, resta compressa la mobilità delle famiglie (per il tempo libero -16,6% nel 1° trimestre dal pre-Covid), tenendo debole la domanda di servizi. Questo si somma a un recupero ancora parziale del turismo fino a febbraio (-15% i viaggi di stranieri in Italia). Anche l’export è debole, mentre prima del conflitto cresceva “ben oltre i livelli pre-Covid” (+5,8% a dicembre-febbraio sui tre mesi precedenti). Buona parte dell’aumento era dovuta al rialzo dei prezzi sui mercati esteri (+2,8%). Erano in crescita le vendite nei principali mercati, Ue ed extra-Ue, e settori manifatturieri (ma ancora deboli gli autoveicoli).