‘Siamo rinati. Ora ci sentiamo al sicuro’.Trasferiti nella città militare Cecchignola, dove trascorreranno i 14 giorni di quarantena. I governatori di 4 regioni chiedono che il periodo di isolamento sia applicato ai bimbi che vanno a scuola. Conte visita lo Spallanzani

Il premier Giuseppe Conte si è recato all’ospedale Spallanzani di Roma per incontrare il direttore sanitario e i ricercatori che hanno isolato il coronavirus. La visita del presidente del Consiglio, accompagnato dal ministro della Ricerca Gaetano Manfredi, è durata in tutto una ventina di minuti. Subito dopo è iniziato, a Palazzo Chigi, è iniziato il tavolo del governo con i rappresentanti dei gruppi di maggioranza e opposizione sul Coronavirus.

E’ atterrato all’aeroporto militare di Pratica di Mare l’aereo con la sessantina di italiani che hanno lasciato Wuhan a causa del coronavirus. Dopo i controlli medici che effettuati sul posto, i nostri connazionali sono stati portati al campus olimpico della Cecchignola dove resteranno per i 15 giorni previsti di quarantena, il tempo di incubazione del virus.  A bordo dell’aereo c’erano anche sei bambini , mentre la persona rimasta in Cina perchè ha accusato febbre ” si trova in ospedale- ha detto Verrecchia- con l’assistenza del personale dell’ambasciata italiana. “. Il capo dell’Unità di crisi della Farnesina Stefano Verrecchia ha ribadito che tra gli italiani che erano a Wuhan una ventina hanno scelto di rimanere in città. ” Organizzare il rientro è stato un lavoro molto complesso – ha concluso Verrecchia- ma tutto è andato come da programma”. Dopo l’arrivo e le prime visite mediche, i passeggeri hanno lasciato l’aeroporto di Pratica di Mare in direzione della città militare della Cecchignola a bordo di due pullman militari.

LE TESTIMONIANZE–  “Ci hanno accolti benissimo, tra cui anche il viceministro alla sanità Pierpaolo Silieri a cui bisogna fare i complimenti. Una volta arrivati ci hanno fatto le prime visite mediche e poi ci hanno disinfettato tutti i bagagli” ha raccontato Paolo Ghiddi, reggiano rientrato da Wuhan, ora trasferito insieme agli altri italiani al campus militare di Cecchignola. “Ora resteremo almeno 15 giorni in quarantena – spiega Ghiddi – ognuno ha la sua stanza e poi c’è un’area comune dove possiamo interagire tra di noi, con mascherine e rispettando alcuni accorgimenti. Stiamo tutti bene fortunatamente, peccato per il giovane 17enne che è dovuto restare in Cina. Non lo conosco, ma mi dispiace tantissimo. Potrebbe essere mio figlio e mi auguro possa rientrare presto anche lui. La mia famiglia? Li sento costantemente, ma li posso vedere solo in videochiamata ora. Abbiamo passato 5-6 giorni di apprensione quando sono rimasto bloccato dentro lo Sheraton Hotel, ma adesso siamo tutti più tranquilli“. “Sono rientrato in Italia e sto bene”: sono le poche e uniche parole dette all’ANSA da uno degli umbri rientrati da Wuhan dopo l’epidemia di coronavirus con il volo speciale organizzato dal Governo. “Non ho alcuna intenzione di rilasciare ulteriori dichiarazioni in merito a questa vicenda”, ha aggiunto

Intanto i governatori di Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige hanno scritto una lettera comune al Ministero della Sanità chiedendo che il periodo di isolamento previsto per chi rientra dalla Cina sia applicato anche ai bambini che frequentano le scuole. “Non c’è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, ne’ tantomeno di ghettizzare: vogliamo solo dare una risposta all’ansia dei tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso”, dice il Presidente del Veneto, Luca Zaia. Le misure adottate rispetto al rischio legato al coronavirus “tutelano la salute dei bambini e della popolazione”. Lo afferma l’Istituto superiore di sanità (Iss). Al momento “l’Italia è tra i paesi che hanno adottato le misure più ampie ed articolate”.

E’ negativo ai test il paziente straniero, un turista irlandese,  ricoverato in rianimazione allo Spallanzani. “Ci è stato appena comunicato dal Laboratorio di virologia che il paziente straniero ricoverato nella serata di ieri presso l’Istituto Spallanzani è risultato negativo al test del nuovo coronavirus”. Lo dichiara l’Assessorato alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio su comunicazione della Direzione Sanitaria dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Il turista irlandese, ora in rianimazione e negativo ai test, era a bordo di una nave da crociera quando si è sentito male. Secondo quanto si è appreso, l’uomo era tra i passeggeri della nave attraccata ieri al porto di Civitavecchia ed è stato prima portato dal 118 all’ospedale di Civitavecchia per una sospetta polmonite. Poi, nella tarda serata, a scopo precauzionale è stato deciso di trasferirlo allo Spallanzani.

La Cina ha registrato 57 nuovi decessi nel conteggio della sola giornata di ieri, portando il totale a quota 361: gli ultimi aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale (Nhc) hanno inoltre segnalato 2.296 nuovi contagi accertati, per 17.205 casi complessivi. Mentre i casi sospetti sono cresciuti a 21.558 e le guarigioni a quota 475. I 361 morti, annunciati oggi dalla Commissione sanitaria nazionale (Nhc), hanno superato i decessi della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) che nel 2002-03 ne fece 349, secondo i numeri ufficiali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Allo stato, i contagi totali del coronavirus sono 17.205, più del triplo dei 5.327 della Sars.

La Cina ha accusato alcuni Paesi, specialmente gli Stati Uniti, di diffondere “panico” con le reazioni fuori misura all’epidemia di coronavirus di Wuhan. Gli Usa, includendo anche il bando imposto all’ingresso dei viaggiatori cinesi, “non hanno provveduto ad alcuna assistenza sostanziale”, ma hanno creato panico ininterrottamente”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, in un insolito briefing online, nel mezzo dell’emergenza del coronavirus.

Pechino chiede anche aiuto: “necessita urgentemente” di materiale protettivo e di equipaggiamenti medici con l’epidemia del nuovo coronavirus di Wuhan che continua a tenere un passo sostenuto, visto che i 361 morti attuali hanno superato i 349 della Sars del 2003, mentre i contagiati sono più di 17.000. “Quello di cui la Cina necessita urgentemente allo stato sono le maschere mediche, le tute protettive e gli occhiali protettivi”, ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying, in un briefing online con i media.