Non ancora individuato il paziente – o i pazienti – zero

Ho appena firmato il decreto attuativo che dispone queste misure per i prossimi 14 giorni“, ha detto il premier Giuseppe Conte in collegamento con ‘Domenica In’ sottolineando che si tratta del provvedimento per rendere operativi i provvedimenti decisi dal Cdm. “Chiediamo dei sacrifici ai cittadini, che dovranno subire delle restrizioni personali – ha aggiunto – ma li ripaghiamo con l’assistenza e la massima attenzione per la loro salute”.

Lavoriamo in collegamento con i governatori del Nord ed i ministri, in costante aggiornamento. “Sono rimasto sorpreso da questa esplosione di casi – ha detto Conte ‘In mezzora’ su Rai 3 -, che sono stati tenuti sotto controllo fino a poco tempo fa. La linea della massima precauzione ha pagato, anche se sembrerebbe di no. Dobbiamo perseguire la linea della massima precauzione. Stiamo cercando di individuare e circoscrivere i focolai, faremo di tutto per contenere il contagi”.

“Abbiamo già fatto 4mila controlli con il tampone. Siamo il primo paese in Europa che ha deciso controlli più rigorosi e accurati e sin dall’inizio abbiamo optato per la linea di massima precauzione e rigore”. Quanto al fatto che l’Italia sia il paese europeo con il più alto numero di contagi, Conte ha sottolineato che “non è da escludere che negli altri paesi, a fronte di altrettanti controlli rigorosi, i numeri possano aumentare anche lì”.

IL PUNTO DELLA PROTEZIONE CIVILE – Sono 132 le persone positive al coronavirus in Italia. Lo ha detto il commissario Angelo Borrelli facendo un punto con i cronisti sull’emergenza coronavirus sottolineando che 26 di queste sono in terapia intensiva.  Il numero complessivo dei positivi, ha spiegato Borrelli, tiene conto delle due vittime – una in Lombardia e una in Veneto – e del ricercatore che era ricoverato allo Spallanzani ed è guarito. In Lombardia i casi sono dunque 88 (oltre alla vittima), in Veneto 24 (ai quali va sommato l’anziano morto a Vo’ Euganeo), in Piemonte 6, in Emilia Romagna 9 e nel Lazio 2. Questi ultimi sono la coppia di cinesi che si trova ancora allo Spallanzani. Attualmente, ha detto ancora Borrelli, 129 persone sono in ospedale sotto osservazione, 54 sono ricoverati, 26 sono in terapia intensiva e 22 in isolamento domiciliare.

“Al momento sono stati fatti oltre 3mila tamponi” per verificare la positività al Coronavirus e c’è un “livello elevatissimo di screening sanitario”. Le strutture sanitarie non hanno ancora individuato il paziente – o i pazienti – zero dal quale è partita la diffusione del virus in Italia, ha detto il commissario Borrelli confermando che ancora non c’è un’indicazione precisa. “E’ difficile formulare previsioni per quella che può essere la diffusione – ha aggiunto – l’unica misura concreta e valida da adottare è dunque quella di chiudere i territori”.

Sono già disponibili “migliaia di posti” letto in decine di strutture militari in Italia nel caso fosse necessario mettere i cittadini in quarantena. Borrelli ha spiegato che l’Esercito ha messo ha disposizione 3.412 posti letto in oltre mille camere, mentre l’Aeronautica ne ha dati circa 1.750. “Abbiamo fatto inoltre una ricognizione con le regioni per gli alberghi – ha aggiunto – e siamo pronti ad utilizzarli”.

Al momento le uniche aree sottoposte a isolamento in quanto ritenute focolai del virus sono i dieci comuni del lodigiano individuati nell’ordinanza del ministro della salute e del governatore della Lombardia e il territorio del comune di Vo’ Euganeo. Borrelli ha ribadito che per ora non verranno dunque presi provvedimenti per altre zone. “E’ una valutazione che faremo con comitato tecnico scientifico e le regioni. Per il momento le aree sono quelle indicate” ha aggiunto.

All’ospedale di Schiavonia, dove vennero ricoverati i due pazienti di Vo’ Euganeo contagiati da coronavirus, “sono stati fatti quasi mille tamponi sugli operatori e per fortuna per ora non ce n’è nessuno positivo”.