Un raccolto disastroso e la speculazione sui mercati hanno messo in tensione i rapporti tra Ferrero e i commercianti di nocciole turchi, principali fornitori mondiali della preziosa materia prima utilizzata per Nutella e altri prodotti del gruppo.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, il colosso dolciario italiano ha sospeso temporaneamente gli acquisti dopo che il prezzo delle nocciole turche è quasi raddoppiato dall’inizio dell’estate. Il rincaro è dovuto a una gelata primaverile e a una grave infestazione di parassiti, in particolare della cimice asiatica (chiamata localmente “Sputnik”), che hanno colpito duramente i raccolti nella regione del Mar Nero.
La Turchia, che normalmente produce tra le 600.000 e le 700.000 tonnellate di nocciole l’anno – pari a circa due terzi dell’offerta mondiale – potrebbe vedere la produzione crollare a 500.000 tonnellate o meno, e secondo la cooperativa Fiskobirlik addirittura sotto le 300.000.
Il prezzo delle nocciole naturali è passato da 9.000 a 18.000 dollari per tonnellata in pochi mesi, spingendo Ferrero – che consuma circa il 25% della produzione mondiale – a fare affidamento sulle proprie scorte e a cercare nuovi fornitori in Cile e negli Stati Uniti.
“Quest’anno abbiamo una copertura molto ampia, non abbiamo fretta di acquistare”, ha spiegato al Financial Times Marco Botta, direttore generale della Ferrero Hazelnut Company, la divisione del gruppo che gestisce l’approvvigionamento e la lavorazione delle nocciole.
La sospensione degli acquisti da parte di Ferrero ha aggravato le tensioni con gli esportatori turchi e ha alimentato il dibattito su una possibile ristrutturazione del mercato globale delle nocciole, sempre più vulnerabile agli effetti del clima e della speculazione.










