Sale la tensione internazionale nello Stretto di Hormuz, dove il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver imposto un controllo totale dell’area, annunciando un vero e proprio blocco navale contro l’Iran.
Secondo quanto affermato dallo stesso Trump, nessuna nave può transitare senza l’autorizzazione della Marina americana. Le forze statunitensi avrebbero già obbligato decine di imbarcazioni a invertire la rotta o rientrare in porto, mentre lo Stretto resterà “sigillato” fino a quando Teheran non accetterà un accordo.
Il presidente ha inoltre ordinato un’azione militare diretta contro eventuali minacce: le navi americane sono autorizzate a colpire e distruggere qualsiasi imbarcazione sospettata di posizionare mine nelle acque strategiche del Golfo. Parallelamente, sono state intensificate le operazioni di bonifica per garantire la sicurezza della navigazione.
La decisione arriva in un contesto già segnato da forti tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, con accuse reciproche sulle responsabilità dell’instabilità nella regione. Teheran, da parte sua, attribuisce l’escalation agli attacchi subiti e rivendica il diritto a difendere i propri interessi.
Intanto, anche sul fronte interno americano emergono segnali di tensione: il segretario alla Difesa avrebbe rimosso il capo della Marina, alimentando ulteriormente il clima di incertezza.
La crisi nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale, rischia ora di avere ripercussioni significative sui mercati internazionali e sulla stabilità geopolitica dell’intera area.










