epa04409992 International Monetary Fund (IMF) managing director Christine Lagarde speaks during a press conference at the G20 Finance Ministers and Central Bank Governors are meeting in Cairns, Australia, 21 September 2014. The G20 countries have agreed to exchange tax information, trying to reduce global tax evasion, and discussed the economic impact of the Ebola crisis in Africa. Outside the meeting crowds gathered to demand immediate action on climate change, as part of a global rally ahead of a special UN summit. EPA/DAVE HUNT AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

L’incertezza sulle future politiche commerciali tra Stati Uniti ed Europa rischia di creare nuove tensioni per l’economia globale. A lanciare l’allarme è la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, che in un’intervista alla trasmissione Face the Nation della CBS ha sottolineato la necessità di maggiore chiarezza sui dazi annunciati dall’amministrazione del presidente Donald Trump.

Secondo Lagarde, imprese e investitori hanno bisogno di regole certe per operare. “È come guidare: bisogna conoscere le regole della strada prima di mettersi al volante”, ha spiegato, evidenziando che l’instabilità normativa può frenare scambi e investimenti su entrambe le sponde dell’Atlantico.

La presidente della BCE ha espresso preoccupazione in particolare per i nuovi annunci relativi a tariffe fino al 15%, arrivati dopo la recente decisione della Corte Suprema americana. Il timore è che eventuali modifiche improvvise possano alterare nuovamente l’equilibrio raggiunto dopo le misure di aprile e l’accordo commerciale siglato a luglio tra Stati Uniti e Unione europea.

Un ulteriore cambiamento delle condizioni, ha avvertito Lagarde, rischierebbe di provocare “perturbazioni nel settore”, costringendo le aziende ad affrontare nuove difficoltà e contenziosi invece di concentrarsi sull’attività economica.

L’appello della BCE è quindi a una definizione chiara e stabile delle regole commerciali, affinché le decisioni siano coerenti con il quadro giuridico e non alimentino ulteriori incertezze in un contesto economico già fragile.