NEPAL – È drammatico il bilancio della devastante alluvione che ha colpito l’area al confine tra Nepal e Tibet. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi dalla polizia nepalese, sono stati recuperati 157 corpi, mentre decine di persone risultano ferite e centinaia di turisti sono ancora dispersi.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguiranno per tutta la notte. L’ufficio del premier nepalese, Balendra Shah, ha fatto sapere che l’esercito ha dispiegato 1.697 persone, mentre altre 656 sono state poste in stato di allerta per eventuali nuovi interventi.
Intanto proseguono senza sosta i salvataggi. Complessivamente, 94 persone sono state tratte in salvo grazie all’impiego di sei elicotteri militari, altre 12 sono state recuperate da cinque elicotteri civili e 27 sono state soccorse dalle squadre impegnate a terra.
Particolarmente grave anche la situazione dei turisti. Secondo gli ultimi dati della polizia, risultano 579 dispersi, di cui 466 cittadini stranieri provenienti da 28 Paesi e 113 nepalesi. Tra gli stranieri figurano, tra gli altri, cittadini statunitensi, britannici, indiani, canadesi e di numerose altre nazionalità.
L’ondata di piena ha provocato danni enormi anche alle infrastrutture. Secondo una prima valutazione governativa, strade e ponti avrebbero riportato danni per oltre 15 miliardi di rupie nepalesi, equivalenti a circa 84 milioni di euro. Almeno 19 ponti e circa 40 chilometri di strade sarebbero stati compromessi.
La violenza dell’alluvione viene descritta come eccezionale. Un pilota di elicottero che ha sorvolato la zona ha raccontato di aver visto onde alte tra i cinque e i sei metri, con alberi, veicoli e detriti trascinati dalla corrente.
Tra le persone coinvolte anche alcuni italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che due connazionali risultano in buone condizioni e sono assistiti dalla diplomazia italiana. Un altro italiano, Giovanni Fassini, originario del Bresciano, ha raccontato di essere rimasto bloccato per circa dieci ore lungo la strada tra Pokhara e Kathmandu dopo che l’esondazione aveva ricoperto di fango la carreggiata e travolto un ponte.
Le autorità nepalesi stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica del disastro. Tra le ipotesi al vaglio vi sono il cedimento di una massa glaciale e una frana in alta montagna che avrebbe ostruito un corso d’acqua, provocando successivamente una violenta alluvione lampo.
Il bilancio, ancora provvisorio, potrebbe aggravarsi nelle prossime ore mentre squadre di soccorso, esercito e polizia continuano a operare nelle aree più difficili da raggiungere.









