Si aggrava il bilancio della devastante ondata di maltempo che ha colpito le zone di confine tra Nepal e Tibet. Le vittime accertate sono salite ad almeno 392, mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca delle persone ancora disperse.

La regione è stata interessata anche da un terremoto di magnitudo 5.0, registrato nel Tibet settentrionale a una profondità di circa 10 chilometri. L’epicentro è stato localizzato a centinaia di chilometri dalle aree maggiormente devastate dalle alluvioni.

Le violente precipitazioni e le conseguenti frane hanno travolto interi villaggi, trasformando vaste zone in distese di acqua e fango. In uno degli aggiornamenti diffusi nel corso della giornata, i soccorritori avevano già recuperato almeno 362 corpi e risultavano oltre 1.400 persone disperse, con la maggior parte delle vittime registrata sul versante nepalese.

Particolare preoccupazione desta anche un lago di sbarramento naturale formatosi in Tibet dopo una frana, nella contea di Gyirong. Le autorità cinesi temono che lo sbarramento possa cedere o essere superato dall’acqua, provocando una nuova piena nelle aree a valle. Pechino ha quindi rafforzato il monitoraggio idrologico e attivato il livello IV di risposta alle inondazioni.
La tragedia coinvolge anche numerosi turisti stranieri. La Farnesina ha fatto sapere che restano tre casi di italiani ancora irreperibili, mentre due connazionali, Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, risultano tra i turisti tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi.
Intanto è scattata la mobilitazione internazionale. L’India ha inviato decine di tonnellate di aiuti umanitari, medicinali e generi alimentari, mentre il Regno Unito ha stanziato cinque milioni di sterline e gli Stati Uniti 500mila dollari per sostenere le popolazioni colpite.
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche da Papa Leone e da Re Carlo e la regina Camilla, mentre le squadre di soccorso continuano a operare in condizioni estremamente difficili per raggiungere le zone isolate e verificare il destino delle centinaia di persone di cui non si hanno ancora notizie.