Maria Vittoria Prati, 66 anni, la ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) coinvolta nell’esplosione dell’auto sperimentale sulla tangenziale di Napoli venerdì scorso, non ce l’ha fatta. La donna aveva riportato gravi ustioni su gran parte del corpo e, nonostante i tentativi dei medici dell’ospedale Cardarelli, è deceduta oggi. Maria Vittoria Prati lavorava presso l’Istituto Motori del CNR di Napoli da trent’anni ed era considerata un’esperta nello studio delle emissioni e dei combustibili alternativi. Nell’incidente, avvenuto sull’auto sperimentale ibrida (diesel ed energia solare), c’era anche un laureando di 25 anni di nome Fulvio Filace, anch’egli ricoverato per le ustioni. Oggi il giovane è stato sottoposto a un intervento chirurgico e domani dovrà affrontarne un altro, la sua prognosi rimane riservata.

La procura di Napoli ha aperto un’inchiesta sull’episodio, al momento contro ignoti. Oggi è stato interrogato un dirigente del CNR nell’ambito delle indagini. È stato anche disposto il sequestro di una vettura simile a quella esplosa, una Volkswagen Polo Tdi, impiegata nel progetto “Life-Save” per testare l’abbinamento di un motore elettrico con batterie alimentate da pannelli solari, al fine di ridurre le emissioni ambientali. La causa dell’esplosione sarebbe stata la presenza di bombole, di cui si ignora ancora il contenuto, che per fortuna non hanno coinvolto altre vetture. Sarà un rapporto dei vigili del fuoco a determinare il tipo di gas contenuto nelle bombole.

L’università di Salerno, indicata da alcune fonti come proprietaria dell’auto distrutta, ha smentito tale affermazione. Il deputato napoletano Francesco Emilio Borrelli ha seguito da vicino lo sviluppo della vicenda, sollecitando chiarezza sugli aspetti ancora oscuri dell’incidente e annunciando un’interrogazione parlamentare. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Napoli, sesta sezione, con la procura aggiunta Simona Di Monte.